Il ruolo dell'Editore musicale

Redman100
Ciao a tutti.

Oggi ho chiacchierato con un Editore residente in India il quale mi ha detto e provato una cosa che mi ha un po' sconcertato: mi ha chiesto alcuni brani da me depositati in SIAE da tempo e ha controllato in BMI che ci fossero... niente.
Dopodichè mi ha detto che, all'estero, se qualcuno usa e dichiara un mio brano io non lo saprò mai e non prenderò un euro, perchè non ho un Editore.
Solo gli Editori, purchè abbiano sub-edizioni diffuse nel mondo, possono effettivamente verificare gli utilizzi della nostra musica all'estero.

Allora, la SIAE a che serve? Solo a proteggere dai plagi? Confused
Voglio dire, se una radio Americana dichiara di avere trasmesso un mio brano, la BMI non lo dice alla SIAE?

Per carità, anche avere un Editore non è poi questa gran brutta cosa (a parte dover dividere 50/50 i diritti) tuttavia sono sorpreso dal fatto che l'Edizione (soprattutto se "potente" tipo la BMG o la Universal) è la sola possibiltà di un eventuale reddito dall'utilizzo di musica all'estero...

Vi risulta?
Checco!!!
Non posso risponderti a tutto, ma ad una cosa si.

La SIAE non serve assolutamente a proteggerti dai plagi.
Il deposito è certamente una prova, in quanto c'è uno spartito ( ti consiglio di essere sempre il più preciso possibile ), ed una data di deposito. Basta. La Siae ti dirà di andare per avvocati, non si prende la briga di tutelarti.

Ti consegna le fotocopie del deposito e via.
teetoleevio
Purtroppo è tutto vero.

- La SIAE non ti tutela per nulla dal plagio, né in Italia, né all'estero. La SIAE semplicemente si fa pagare a caro prezzo il fatto di tenere una copia della tua musica, e tra parentesi non gli frega nulla del tuo spartito. Metti sempre dentro un CD. In ogni caso se hai problemi di plagio devi dotarti, pagandoli di tasca tua, di avvocati tuoi, sia in ITA, sia nei paesi in cui, oltre alla legge "normale" del copyright internazionale, esistono delicate "varianti" e interpretazioni spesso determinanti, come negli USA...

In casi normali, occhio per esempio alle sub-edizioni, in cui il diritto d'autore d'amblé si dimezza, per questo è importante sapere quale è il paese delle edizioni originali...

La SIAE, oltre alla costosa quota annuale necessaria per stare in piedi, ad esempio redistribuisce ai soci di maggioranza e a certi editori musicali tutti i proventi di pubblica esecuzione inferiori a X (in pratica il 98% dei proventi per pubblica esecuzione dei bordereau degli iscritti SIAE: gruppetti, piano bar, eccetera).

E' un vero e proprio fiume di denaro che viene distribuito gratis ai soliti noti, più che altro vecchi editori, artisti (sempre i soliti) e case editoriali per lo più di liscio. Se avete la pazienza di leggere i crediti dei dischi italiani degli ultimi 30 anni, guardate chi sono le edizioni e chi i team di produzione ancora adesso e avrete una bella sorpresa...

E' così da trent'anni, e non si muoverà mai nulla, a meno di iscriversi tutti all'estero. Big Grin


- Se non sei editore musicale, ma solo autore, COMUNQUE perdi i primi 12/24 del diritto di autore. Puoi fare uscire il brano anche senza editore es. raro (C) SIAE, ma ti pigli comunque i 12/24.

- L'editore indiano ha ragione. Il punto è che il tuo editore italiano avrà eventualmente stipulato dei contratti di sub-edizione all'estero. E da questi contratti di sub-edizione deriveranno proventi che se il tuo editore non ti mostra... sono cavoli tuoi. Poi ci sono le co-edizioni e così via... soprattutto all'estero i contratti editoriali sono molto vasti e diversi, pur partendo da uno standard.

La questione del fatto che tu non prenda un euro di diritti d'autore dall'estero senza editore è quindi assolutamente vera. Per questo ti ho citato il raro caso (C) SIAE qui sopra. In più, visto che non hai editore, chiunque può fare il furbetto e pubblicare il tuo brano come e dove vuole. Ora che lo becchi e lo persegui all'estero... campa cavallo...

Sulla questione diritti d'autore derivanti da pubblica esecuzione stendiamo poi un velo pietoso, e non parliamo dei proventi esteri (figurati), però mi fermo qui altrimenti mi querelano. mavieni

In definitiva, sui proventi da diritto d'autore (no royalties o altro): no editore = no money. No editore serio che ti metta a conoscenza dei proventi dall'estero = no money (come tantissimi editori italiani nell'euro dance anni 80-90 in cui gli unici soldi che vedevi erano quelli dell'anticipo e qualche rara volta la SIAE).

Spesso se lavori come autore o artista all'estero e vuoi mandae un cosiddetto "demo"... no editore = demo no accettato o semplicemente diritto nel cestino, hai più possibilità con una seduta spiritica...

Come ho accennato nell'altro thread "pirateria eccetera", consiglio a tutti i musicisti e/o produttori di informarsi. Questo non è un settore semplice e i nostri editori sono delle cariatidi che fanno ancora il bello e il cattivo tempo.

Basta saperlo. Big Grin

Almeno, però, ragazzi, per favore cominciate a capire la differenza tra contratto editoriale, contratto discografico e contratto di management...

In questo e altri forum, e generalmente parlando, ovunque sembra che gli unici proventi possibili dalla musica siano "la SIAE", intesa come diritto d'autore. Shocked

E' incredibile, ma la maggior parte dei musicisti, o aspiranti produttori che incontro, la pensa così. Non sa nulla né di diritto d'autore, né di royalties. Questo non è molto igienico, davvero... megalol

Ragazzi, prima di pensare all'outbbbboard analogggico e al "dddemo", documentatevi almeno sulle basi dell'industria musicale, altrimenti è tutto inutile e tra 10 anni avremo 20 trasmissioni "Amici" alla facciaccia vostra.

Lo dico con affetto, speriamo di venire capito... birra


Cool Teetoleevio
LNX
quindi il "servizio" siae non e' molto diverso da quello che fa il copyright americano con molta meno spesa...
hucchio
Ci scrissi un tutorial...era il mio lavoro, poi mi son fatto talmente tanto sangue marcio che ho mollato tutto!!!!!

La SIAE, per i famosi rapporti di reciprocità, dovrebbe (AHAHAHAHAHAHA) controllare i proventi delle altre agenzie omologhe negli altri stati.
BMI è una cosa a parte, non gestisce solamente il diritto di autore in senso stretto ma anche alcuni diritti correlati.
Va bhè, ci vorrebbe un mese a spiegare tutto e, mi spiace dirlo, VI ARRANGIATE! :-)

L'unico modo per imparare veramente tutto è andare a studiare articoli, leggi e tutorial presi in rete.

Così prima di firmare un contratto con un qualsiasi produttore capirete cosa state facendo.

le edizioni, in effetti, nel mondo moderno non servono a una mazza se non da usarsi come merce di scambio (fisch) tra editori, sub editori, etichette, radio e cialtroni vari...

Oibò, torno alle mie cose, lascio stare questa robaccia...

P.S.
sappiate tutti e una volta per tutte che il diritto di autore è una cosa AUTOMATICA e legalmente roconosciuta dalla legislazione italiana, in primis come diritti MORALI dell'opera e poi come diritti materiale che prescinde totalmente dalla SIAE e compagnia bella.

lasciamo perdere la musica. Fai un quadro? Qualcuno può attestare che è tuo? bene il quadro è tuo, PUNTO, FINE, altri sono discorsi da bar...fidatevi e, nel caso, cercatevi un buon consulente o un buon avvocato. dalla SIAE avrete solo una busta con scritto giorno data e ora del vostro "PRESUNTO" deposito.
mafigi
quote:
Originally posted by teetoleevio
E' un vero e proprio fiume di denaro che viene distribuito gratis ai soliti noti, più che altro vecchi editori, artisti (sempre i soliti) e case editoriali per lo più di liscio. Se avete la pazienza di leggere i crediti dei dischi italiani degli ultimi 30 anni, guardate chi sono le edizioni e chi i team di produzione ancora adesso e avrete una bella sorpresa...



quote:
Originally posted by hucchio
le edizioni, in effetti, nel mondo moderno non servono a una mazza se non da usarsi come merce di scambio (fisch) tra editori, sub editori, etichette, radio e cialtroni vari...


....ragazzi ! VI STRAQUOTOOO!
Redman100
Capito, grazie ragazzi.

Quindi serve un Editore (onesto) il più possibile collegato con subedizioni estere...

Vorrei qui ampliare il discorso su cosa dovrebbe fare da parte sua l'Editore, visto che gli concedo la metà dei diritti: a lui toccano le spese di mastering?
Di produzione delle copie fisiche del CD con le grafiche e tutto quanto?

Oppure lui si prende il 50% solo perchè fa dichiarazioni in giro per il mondo?

L' editore indiano ha fatto mix, mastering (con Michel Geiss mavieni ), ha aggiunto parti nuove con musicisti professionisti e ha fatto le grafiche ed i CD senza che io pagassi un euro...

Mi posso aspettare di trovare in Italia un Editore così (ammesso che decida di lavorare con me, naturalmente)?