Maxxi
Stavo osservando su IuTub dei video di Accordo sul suono di Gilmour e mi chiedevo: ha senso cercare di riprodurre fino alla paranoia il suono di Gilmour (o di un'altro qualsiasi chitarrista storico e mitico)? Più in generale ha senso riprodurre i brani di gruppi storici fin nei minimi particolari senza metterci proprio nulla delle proprie capacità ed idee?
Non so ... voi che ne pensate?
Retinal
Penso che sia un buon metodo per studiare a farsi le orecchie, pero' finisce li.
LaVoce
Sono d'accordo con Retinal, ma mi permetto di aggiungere che a mio parere sono anche band che tolgono spazio e risorse a chi mette in gioco le proprie (magari limitate) abilità per fare qualcosa di proprio... le vedo come un limite, anzi un danno, per lo sviluppo della musica (sia chiaro non mi riferisco a gruppi che alle prime armi non hanno altro da fare se non cover ma a chi lo fa per anni (e per soldi)).
tidusx2003
a scopo didattico certamente...ma le cover band assolutamente fedeli a mio parere sono fini a se stesse...
Maxxi
Aggiungo che ho visto cover band in cui anche l'abbigliamento era fedele all'originale ... secondo me a questo punto si cade nel ridicolo, specie quando a farlo è gente non più adolescente.
tonino
Sono daccordo che didatticamente, è molto utile apprendere dai grandi musicisti, ma non sopporto le cover band, molto spesso "scimmiotteggiano" le originali, col nome... TRIBUTO A...
Dico anche che questa è anche una bella scorciatoia, sicuramente è più facile arrivare alla gente... molto più difficile è arrivarci da se...
Inoltre ammiro invece chi propone nuovi arrangiamenti e nuove versioni di pezzi già passati... peccato che siano pochi queslli che si cimentano....
Retinal
Ragazzi vi parlo da ex direttore artstico di due locali live, grandi anche:
I club fanno suonare le tribute non perche gli piaccia ma perche portano gente, tutto li.
Lo sapete che il fenomeno tribute e' prettamente italiano vero?
E finche' porteranno gente, quindi soldi, continueranno a chiamarle, non e' che se non ci fossero chiamerebbero band originali perche band originali e sconosciute ci vai a rimessa, e rimessa in un locale da 800 persone vuole dire migliaia di euro.
marescotti
basta vedere vari vasco ligabue e zucchero con tanto di cantanti sosia non solo nel modo di cantare ma anche nell'aspetto fisico e abbigliamento...solo nella mia zona c'è un gruppo tribute Vasco (con cantante sosia) gruppo tributo Ligabue (con cantante sosia) gruppo tributo Zucchero (con cantante sosia).
Nella sagre di paese, piazze locali etc etc...gruppi così fanno il pienone.
Io stesso suono in una band tributo a Paul McCartney e abbiamo riempito un teatro da 400 posti senza tanti problemi e a breve faremo il secondo concerto.
E' così che va...suono per divertirmi e se piglio qualche soldo non mi dispiace affatto.
Purtroppo la musica che mi piace fare (progressive strumentale) non è un genere richiesto.
Certo la mia più grande aspirazione sarebbe guadagnare da vivere facendo la mia musica....ma so già in partenza che è impossibile quindi mi devo adattare perchè andare a fare l'operaio in fabbrica non ne ho tanta voglia sinceramente. Preferisco fare cover.
Scusate la schiettezza.
Checco!!!
La schiettezza di Marescotti la accetto, ma non la condivido.
Io la mattina mi alzo, e vado a fare il mio sporco lavoro. La sera me ne vado per pochi soldi a suonare in un locale ( in trio, quindi una miseria ) a fare la mia musica.
Ho un'agenzia che mi procura le serate, e se sono fuori chiedo il permesso. Ho un patto col mio titolare, se prendo ferie, sto aperto di domenica...lavoro in un negozio.
Credo che la mia sensibilità di artista venga prima della paura di fare l'operaio. La dignità della musica viene prima di tutto.
A fare cover ci andavo quando avevo 16 anni...sinceramente mi vergognerei ora...e non ho ancora i capelli bianchi.
Il sogno di campare di musica è svanito quando mi sono accorto che la mia musica che scrivevo non era proprio simile alle cose che si sentono accendendo la radio...
....e sognando il koln concert, mi viene difficile andare a scimmiottare "le vibrazioni" in un locale...
...do a campare il mio stomaco vendendo libri, a testa alta...
...do a campare la mia anima suonando la mia musica, che farà anche schifo...ma è mia!!!
tonino
Secondo me gli interventi e i punti di vista di Marescotti e Checco sono entrambi condivisibili.
Quello di Marescotti è un po' cinico, quello di Checco un bel po' idealista....
E' innegabile comunque che il discorso dei sosia, dei "replicanti", è abbastanza deprimente, e sfiora veramente il ridicolo. Sono cose che assolutamente non appartengono alla musica.
Il mio punto di vista è che il lavoro paga sempre, e non sempre il metro giusto di misura è la moneta.
piazzare l'asticella sempre un po' più in alto, da il senso alla vita di un atleta e di un musicista...
grungelizer
Condivido a pieno l'intervento di Checco.
Ma anche Retinal ha ragione (purtoppo).
E' molto importante sottolineare come il fenomeno "tribute" sia prettamente italiano: in Inghilterra (ma anche in USA) queste cose non se le sognano neppure.
Un altro esempio di sottocultura italiana.
D'altra parte doveroso fare altre cosiderazioni.
Primo: in Inghilterra e in USA non esiste il discosrso "guadagnarsi da vivere suonando nei locali", o meglio non esiste con le modalità italiane.
In UK una band emergente paga il locale, o la limite ci va gratis, e si porta dietro il pubblico.
Investe su se stessa, fa i manifesti, cerca passaggi radio, etc. etc. etc.
Qui in Italia sono in pochi a farlo... si aspetta sempre il manager (?!?), il produttore (?!?), il politico di turno che ti sponsorizza (più probabile...), etc. etc.
Non è solo colpa dei musicisti, ma anche del pubblico.
Al pubblico italiano non importa niente di sentire musica originale, interessa solo sentire quello che già conosce.
Meglio ancora se già conosciuto in televisione.
Ed è un fenomeno applicato in tutti i campi: proprio l'altro giorno parlavo con un appassionato di doppiaggi riguardo alla differenza dei doppiaggi italiani degli anni '40-50 fino agli '80, fatti da attori veri, professionasti, e moltio dppiaggi attuali, dove si cerca il nome televisivo con effetti devastanti.
Ma, tornando alla musica, esiste anche una classificazione delle "cover".
Un gruppo di cover generico è un conto, una tribute band di un gruppo che non esiste più (dai Beatles ai Nirvana a Lucio Battisti, tanto per dire) è un'altra cosa, una tribute band di un gruppo esistente (come il caso di vasco o Ligabue, o degli U2, tanto per fare dei nomi) un altro caso ancora.
Personalmente ho difficoltà a conciliare la visione di un musicista che un giorno fa la propria musica (il Koln Concert... non male come paragone, hehehe) e il giorno successivo suona in un locale magari in una Tribute di Laura Pausini (esistono anche quelle).
Cioè, se fai solo cover, soprattutto quando si parla di tribute "professionali" (la festa tra amici è ovviamente un'altra cosa) ti inquadro in un modo, mi è difficile poi vedere SINCERITA' quando fai la tua musica.
E' un po' una scelta di fondo.
Comunque se tutti facessero cover la musica si sarebbe fermata da un pezzo.
Ma, devo aggiungere, è anche vero che molte delle proposte originali, se andate a seguire ad esempio i concorsi, etc., sono deprimenti... a loro volta copie di altre cose già esistenti, e spesso malamente eseguite.
Purtoppo molte tribute band sono molto più professionali di molte band emergenti.... evidentemente c'è qualcosa che non va.
Insomma, il discorso è biunivoco, da un lato le tribute sono un qualcosa di sbagliato in partenza, dall'altro la musica originale spesso è affrontata con superficialità e talvolta arrognaza, sia da un punto di vista compositivo che esecutivo (tralasciando il discorso - per una band di musica originale - testi in inglese che meriterebbe una considerazione a parte...).
Un fatto positivo è che, a quanto pare, il fenomeno tribute band si sta lentamente (molto lentamente) riducendo, a detta di tutti gli addetti ai lavori.
Speriamo bene: qui (non a Firenze città, ma magari a Prato...) ci sono dei locali che fanno solo tribute band (con tanto di affissioni pagate di manifesti in tutta la città), o che addirittura giustificano la tribute da un punto di vista artistico abbinandoci un gruppo di musica originale: niente di peggiore, perché così facendo non crei un pubblico di qualità, ma abbini l'artista indipendente o semplicemente emergente con una tribute magari ultra-mainstream, come quelle (da me le più odiate, tra parentesi) di Vasco Rossi.
Uno dei punti più bassi toccati a Firenze, e altamente deprimenti per chi ha sempre creduto nel proporre qualcosa di originale, è stato quando, anni fa, il Saschall (l'ex Teatro tenda, quello del mitico disco di De André registrato nel 1979 con la PFM dal vivo ) ha ospitato come clou di una manifestazione musicale la cover band dei Queen anziché un artista di musica originale.
Tutto pieno, ovviamente.
Mah!!!!
Idas
Io riporto semplicemente la mia (pochissima) esperienza. Attualmente faccio "solo" cover con la mia nuova band (con la precedente facevamo addirittura tributo), abbiamo iniziato da pochissimo (un mesetto) e ritengo che siccome ci siamo posti come obbiettivo quello di fare un dato genere, farsi un pò le ossa prima, iniziando con il rifare alcuni dei bestof sul genere sia una buona cosa, anche perchè finche lo si ascolta solo non si avrà mai un idea di cosa voglia dire suonarlo, inoltre quì da me (Torino) è praticamente impossibile iniziare a fare serate se non ti conoscono, se hai cover è più facile che ti accettino. Poi ovviamente questo sarebbe solo per l'inizio perchè l'obbiettivo è quello di riuscire successivamente a rifare qualche canzone "coverizzata" nel vero senso della parola e infine fare pezzi nostri.
mafigi
| quote: |
Originally posted by grungelizer
Uno dei punti più bassi toccati a Firenze, e altamente deprimenti per chi ha sempre creduto nel proporre qualcosa di originale |
eh... ! purtroppo per la vs. città, che io amo molto, sono più che passati i tempi della IRA, il coraggioso ed intuitivo A.Pirelli, e il nuovo rock italiano.....
ma questo vale un pò per tutta la scena Italica....
mrred
Io ci ho campato per anni facendo le cover, 4 serate a settimana, bei tempi economicamente ma dddupalle sui palchi....
kimu
come musicista personalmente non amo moltissimo suonare cover e quando decidiamo di farne una tendiamo a farla in maniera personale piuttosto che riproporla identica all'originale
d'altra parte come spettatore, spesso i gruppi che fanno cover sono molto piu' ascoltabili e divertenti di chi (come noi) propone solo pezzi propri e devo dire che nel caso apprezzo sia chi rilegge e stravolge la cover sia chi la esegue in maniera fedele all'originale mentre se la cover viene resa in maniera approssimativa, ecco quella è la cosa peggiore forse.
per i gruppi tributo come spettatore non mi dispiacciono, è sempre bello sentire chi fa fedelmente pezzi di gruppi che non vedro' mai dal vivo, certo non sono gli originali ma è sempre un bello spettacolo, poi come detto, da musicista IO non lo farei, ma quando vedo una spettacolo be fatto lo apprezzo.
grungelizer
| quote: |
| eh... ! purtroppo per la vs. città, che io amo molto, sono più che passati i tempi della IRA, il coraggioso ed intuitivo A.Pirelli, e il nuovo rock italiano..... ma questo vale un pò per tutta la scena Italica.... |
Sì, anche se ci sono molti incoraggianti segnali di ripresa.
E una certa continuità col passato (sicuramente nel caso mio, che ho lavorato e suonato con i soggetti in questione

...)
... basta crederci, soprattutto a partire dai musicisti.
Ma non è facile (vedi discussione su pirateria e affini).
Eviliano84
secondo me il punto è stato centrato qualche post su...x la mia esperienza (facevo parte di 1 cover band dei dream theater) ho visto, soprattutto al sud, che sono molti i punti che vengono meno: locali che nn investono <---> gente che non glienefregaunca...
dato che ho scelto di fare altro nella vita e non il musicista...non mi lamento + di tanto...ma ho visto la frustrazione di molti miei amici, che pur non avendo una tecnica e quant'altro, hanno puntato sulla forza delle loro idee e sò dovute scappà in cerca di "nuovi lidi". Cosi facendo, mettendo giorno dopo giorno,tasselli importanti x la loro carriera (del resto te lo scordi 1 locale a fg che ti faccia suonà EBM!). La colpa di questa crisi musicale ha troppe variabili che nn le misuri dando solo al locale che vuole speculare o al gruppo che vuole la fama e il successo come i tokio hotel dopo solo alcuni mesi che suona!
Maxxi
Penso che le cover non siano da demonizzare in partenza ... è la copia fedele e spiccicata che non mi convince.
Perchè un musicista (molto spesso parliamo di gente con magari anni di studio e ottima tecnica) deve arrivare a fare una veria e propria fotocopia senza metterci davvero nulla di personale? Neanche il suono (anche quello copiato nei minimi particolari) ... Solo per soldi?
A 16/18 anni facevo con il mio gruppo solo cover ma tutte reinterpretate e con magari nuove introduzioni e finali diversi e la soddisfazione era tanta.
Ma ripeto, addirittura vestirsi uguale all'originale ...
Checco!!!
Nella mia città c'è comunque di peggio delle cover band e delle tribute band.
Ci sono tizi, senza fare nomi, ovviamente, che suonano musica "originale" ma si vestono, cantano e suonano come i loro idoli.
Ad esempio, ci sono due gruppi che sono la copia spudorata dei beatles. Fanno canzoni, ed ognuno assomiglia ad un pezzo dei beatles, si vestono come loro, suonano come loro, i loro stessi strumenti...e udite udite...anche se sono del quartiere vicino al mio, si fanno chiamare con la "traduzione" dei loro nomi in inglese e si inventano cognomi a dir poco ridicoli...
...poi c'è una band che assomiglia ai red hot, una ai rolling stones....insomma...ce n'è per tutti i gusti...
...il problema è ovunque...e forse sono anche io il problema
Mav83
Io non mi scandalizzerei più di tanto, perchè tutto sommato è un "mercato" che si adegua a quella che è la richiesta e non viceversa.
Non sto dicendo che va bene così, ma purtroppo è così perchè in Italia di fondo manca proprio la "cultura" di ascoltare la musica, è proprio una cosa che la gente in gran parte disconosce a livello concettuale e quindi non sa fare.
Poi è anche vero che non sta scritto da nessuna parte che bisogna essere necessariamente musicisti e compositori.
Credo che per un musicista arrivi sempre il momento in cui sente l'esigenza di "dire la sua", ma non è detto che quel momento debba durare tutta la vita e soprattutto non è detto che si abbia sempre qualcosa di valido o interessante "da dire" (e questo vale anche per "quelli famosi")...
Per questo motivo non mi sento assolutamente di criticare tutti i bravi musicisti che magari hanno pure studiato, e provano ad esibirsi nei contesti più disparati, sperando di diventare... conosciuti e giustamente quotati. Che poi è una delle vie più classiche per fare il musicista-turnista di professione.
Certo, se non si riesce, si arriverà comunque ad un punto in cui "il treno" sarà ormai passato (ma non è mai detto...) e quindi è abbastanza normale ritrovarli in band conosciute a livello provinciale-regionale, a fare cover... magari di artisti vari se non proprio di uno solo, ma sicuramente emulando al meglio il "sound" originale.
Perchè se è vero che uno spettatore-musicista apprezza una "rivisitazione" quando ben fatta, vi assicuro che lo spettatore "normale" dirà: "Ma che c---o stanno suonando?"
Certo... quando vogliono riprodurre anche l'abbigliamento... personalmente mi riesce difficile rimanere a guardarli, ma vi assicuro che le piazze e i locali rimangono pieni!