Analizzare e studiare un mix ...

kristian
quote:
Originally posted by DBarbarulo
io credo che il miglior strumento di analisi sia come al solito un impianto di riferimento, anche a costo di noleggiare 1 ora di studio per sentire cosa c'è davvero in un mix. Quello è un mezzo di crescita assoluto.

DB


Indubbiamente.
Narco1981
quote:
Originally posted by DBarbarulo
io credo che il miglior strumento di analisi sia come al solito un impianto di riferimento, anche a costo di noleggiare 1 ora di studio per sentire cosa c'è davvero in un mix. Quello è un mezzo di crescita assoluto.


metallica

@Pape : bella l'idea della cartella "wav targets" ... birra

@All: grazie a tutti, sta prendendo forma un bel 3d , compilmenti applauso
ra-b
quote:
Originally posted by kristian
Mio nonno dice sempre: in tempo di tempesta ogni buco è porto.


Tuo nonno è uno saggio.
Ma probabilmente non si riferisce ai modi di ascoltare la musica, ormai sei grandicello e forse è ora che tu te ne renda conto.
dream
quote:
Originally posted by ra-b
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Originally posted by kristian
Mio nonno dice sempre: in tempo di tempesta ogni buco è porto.


Tuo nonno è uno saggio.
Ma probabilmente non si riferisce ai modi di ascoltare la musica, ormai sei grandicello e forse è ora che tu te ne renda conto.


Ho dovuto ridere molto! applauso

Anche io uso parecchio il solo perchè non sento gli interventi che faccio su un singolo strumento con tutte le traccie aperte..
UrukHai
eh.... i nonni la sanno lunga! ehehhe

grazie papero, mi hai letto nel pensiero... quando stavo scrivendo il post sul tuo modo di fa lo sare mi dicevo tra me e me...

"ma mo gli chiedo proprio che ca** di paramentri usa e che strumenti in che tipo di catena o sembra brutto??"

aahaahahha

grazie assai, ho già stampato la pagina! Smile Smile Smile
francesco lc
Personalmente, convinto comunque che non sia necessariamente la soluzione, ma dovendomi accontentare di quello che passa il convento, io uso un impianto di riferimento, che però non è uno studio, ma l'impianto con cui mixo a casa, con le M-audio, che uso per mixare e la stanza piena di difetti acustici dalla quale tiro fuori gli arrosti che faccio di solito in mix megalol

Questo perchè, non potendo permettermi di noleggiare uno studio, o al momento, di comprare due nuovi monitor più buoni e insonorizzare a dovere la stanza, sono costretto ad affrontare il problema dal lato opposto, e cioè cercare attraverso l'ascolto di mix PRO nell'impianto che uso di solito, di tarare il mio orecchio alla resa dell'impianto che ho in dotazione, cercando di imparare come risponde prendendo come punto di riferimento "assoluto" i mix fatti a livello professionale, in modo da poter adeguare il mio orecchio, e di conseguenza i miei mix, a quello che mi passa il convento.
di sicuro non è una tecnica da manuale, ma gli ultimi lavori che ho fatto mi soddisfano molto di più rispetto a quelli di un anno fa, per cui magari è comunque un punto di partenza.

riguardo all'ascolto di altri mix in generale, lo faccio spesso anche io, sia in macchina che nell'impianto, cercando di estrapolare le soluzioni che in un pezzo o in un disco vengono utilizzate, e tentando di capire in che modo sono ottenute, per poi riprodurre il risultato nei miei mix...per niente facile nella maggior parte dei casi...ma meglio di niente...

a livello più tecnico, l'analisi dei pezzi PRO in termini di spettro sonoro e rms l'abbiamo fatta col gruppo per avere u punto di riferimento quando andavamo a masterizzare i pezzi; in altri casi secondo me non credo possa sempre essere utile ai fini del proprio mix; nel senso che se un pezzo x ha dei determinati rapporti a livello di frequenze o di fasi o controfasi, penso sia dovuto all'evoluzione di quel particolare mix, con quelle particolari tracce, quei suoni ecc ecc; il volerli riprodurre non so quanta utilità abbia, perchè sebbene possano essere generi simili, avranno altri strumenti, un altra struttura e di conseguenza altri rapporti nelle frequenze che magari vanno bene in quel modo...

poi magari il mio è un ragionamento errato in partenza per cui sarei grato se chi è più ferrato di me mi riportasse sulla retta via Smoky
hope1979
anche io a volte mi piazzo davanti ai monitor e spulcio attentamente le tecniche di mix di un disco.spesso l'ho fatto con dark side of the moon,la versione rimasterizzata 5.1,che secondo me suona davvero bene.
carico i brani nel pas analyzer,e cerco di captare le varie sfumature ad occhi chiusi,a volte.nella maggior parte dei casi comunque lascio spazio alla mia interpretazione interiore,a quello che mi suscita interiormente un passaggio,un solo,un riff..e cerco di capire tecnicamente in seguito come lo hanno realizzato.succede anche a voi di avere problemi ad ascoltare musica in maniera disinteressata,da semplice ascoltatore?spesso nn mi riesce facile....
UrukHai
già già
lo penso anche io..
quando di notte mi metto in cuffia per ascoltare qualcosa in maniera tecnica (capire un pò come si sono mossi in mix, in mastering, che tecniche hanno usato, che effetti e dove, che pan degli strumenti ecc...) mi capita spessissimo che poi mi lascio andare alle emozioni, alle sensazioni e mando a pu*** tutto il mio sforzo di capire qualcosa del lato tecnico del lavoro!

mi sà che l'unico modo è ascoltare qualche cd di generi musicali che proprio non si digerisce! Smile

Anastacia sto arrivando!!! Durbans
francesco lc
quote:
succede anche a voi di avere problemi ad ascoltare musica in maniera disinteressata,da semplice ascoltatore?spesso nn mi riesce facile....


in genere mi riesce difficile...da quando poi faccio musica elettronica e lavoro sui programmi per editare e mixare è quasi automatico che ascoltando un pezzo il cervello me lo scomponga nelle varie tracce disposte sulla timeline Happy
hope1979
spesso mi capita di concentrarmi sui piatti della batteria,e dal modo cristallino che non riusciro' mai a realizzare!!ma in particolare prendo in considrazione la profondita' del mix,e il modo in cui riesco ad immergermi mentalmente nel brano.
digi-m
quote:
Originally posted by PAPEdROGA

Non saprei dirti il perché, ma a mio parere il lavoro in solo sugli elementi è fondamentale.
[...]
Non so... so di andare contro qualsiasi testo... ma io trovo il solo fondamentale.
Come fai a fare il suono di una chitarra, se smanetti sull'eq mentre va tutto il brano? Ci sono sopra voci, la batteria, il basso, gli ambienti, le altre chitarre... cosa vorrai capirci di quella chitarra?!?
La metti in solo e senti al volo se e dove ha delle risonanze, in che zone dello spettro è sbilanciata e di che tipi di interventi ha bisogno... li fai, la sistemi, poi la riapri con il resto del brano e riparti con il mix, plasmando le tue decisioni e ritoccandole per far entrare quella chitarra dentro il mix.. o per accomodare il resto del mix su quella chitarra.
Non so, a me sembra un metodo tanto naturale... Smile


ma perche non si lavora cosi??? io pensavo di si lolli
daccordissimo con pape non aggiungo altro se no ripeterei tutto.

riguardo all'argomento del topic opero in questo modo, premettendo che l'ambito è quello elettronico (techno, house e cosi via)

la cosa principale che mi fa prendere un brano ed analizzarlo è la sua resa in pista: se il brano è uno di quelli che dici "cazzarola come c ha un tiro, come gira a meraviglia!" allora cerco di capire come sono stati usati gli efx, quali synth/sonorità sono stati usati, e soprattutto la cassa com'è stata fatta.

cosi scopro che tutti questi elementi hanno una sorta di legame in molti altri brani del genere, non sono messi a cavolo, c'è una sorte di schema comune. cosi cerco di inserire questo feel anche nei miei brani, con risultati nn sempre gratificanti lolli

magari sto dicendo banalità, magari no, cmq volevo dire la mia Durbans


take care
Narco1981
Big Grin (ho fatto un casino pardon)
xerbo
Leggevo su che alcuni di voi si soffermano suoi suoni quando rimangono isolati nel pezzo per carpirne i segreti...

Io non sono del tutto concorde...o meglio...se si vuole ascoltare il suono di una bella chitarra acustica che arpeggiando introduce il pezzo ok...ma di solito quella di mantenere lo stesso suono durante tutto il pezzo è una tecnica molto americana che nella maggior parte delle produzioni però non viene usata molto...

se quel suono dell'acustica all'inizio del pezzo serve così pieno e ricco di armoniche, quando entreranno in gioco altri 5 strumenti, perchè quella chitarra si senta ancora sarà necessariamente cambiata all'interno del mix...un po come le batterie...se si ascolta il rullante di moltissimi pezzi è chiaramente campionato...ma è inutile uccidersi la vita a riprodurre quel suono illudendoci ke sia registrato in quella take originale dal batterista...magari l'illusione viene quando abbiamo riconosciuto in quel pezzo una rullata impossibile da campionare...ma anche in quel caso quella rullata se si ci fa caso non ha certo lo stesso suono del rullo nel resto del pezzo...quella sarà una delle poke parti originali della take...altrimenti quel suono di rullo non uscirebbe nel mix...

e la stessa cosa vale per i pannaggi...mica sono uguali in tutto il pezzo...
gli fx...cambiano anke quelli...
cambia tutto in corsa...
DBarbarulo
mi va di ritornare su questo argomento per aggiungere 2 dettagli secondo me importanti: per prima cosa ascoltare una traccia prelevata da un CD (l'analisi al computer non serve) è un po' come voler "decompilare" un software. Non è possibile dal prodotto finito risalire alle singole componenti nella loro "natura". Non possiamo dedurre i rapporti di compressione o le equalizzazioni dalla traccia masterizzata, ma nemmeno se avessimo il mix non masterizzato senza conoscere le condizioni di ripresa and so on. L'unico dato che possiamo immagazzinare, metabolizare, sono alcuni equilibri di massima tra gli elementi e cioè quanto bassso, quanta cassa, quanta voce, quanto piatti ecc. Ma il COME è stato ottenuto quell'eqilibrio non è deducibile dall'ascolto del prodotto finito. Seconda cosa, si è parlato di equilibri statici e dinamici. A pagina uno del corso di tecnico del suono si impara a settare un equilibrio statico tra gli elementi e poi a fare le automazioni che sono esattamente l'adattamento dinamico della performance applicata alla sua riproduzione. Se si opera con musicisti forti, il "sample" diciamo di batteria sarà grande come tutta la traccia e la dinamica dell'esecuzione andrà solo minimamente controllata (gain riding) se si lavora con porzioni di segnali minori ci sarà necessità di maggiori interventi in mix per restituire quella naturalezza. Anche per questo fattore non è dato dedurre certe cose dall'ascolto finale: c'è un compressore? una automazione? o è il batterista? è un eq? o è il batterista che ha suonato in un area diversa della pelle per cambiare suono?... che pelle era? quanto è alto il rullante? come è accordato? quanto pesano le bacchette? quanti newton metro spara il braccio del batterista? quale quanti e dove microfoni? pre? ecc.

Quindi ripeto: è bene ascoltare i brani pro, ma senza soffermarsi troppo, anzi limitandosi a metabolizzare solo il loro suono complessivo, il loro shaping e basta.

DB
skyzoid
quote:
Originally posted by PAPEdROGA


PS: a prroposito di Q&A, sarebbe interessante risvegliare l'angolo "i nostri guest moderators rispondono", che dopo il primo ed ultimo guest sembra essere completamente morta come sessione.
Una bella partecipazione di un, boh, un Borsatti, Pischetola, Vaccaro, Frigo, Canova potrebbe davvero essere un momento di crescita per il forum... altro che "il papero risponde".

scusate se riprendo l'OT,ma ci pensavo in questi giorni..è un peccato lasciare perdere l'iniziativa..+1 per un nuovo guest.
_RaR_
quotone per Borsatti.
un pluripremiato così avrebbe da raccontarci tante cosette... applauso
francesco lc
quote:
Originally posted by xerbo
Leggevo su che alcuni di voi si soffermano suoi suoni quando rimangono isolati nel pezzo per carpirne i segreti...

Io non sono del tutto concorde...o meglio...se si vuole ascoltare il suono di una bella chitarra acustica che arpeggiando introduce il pezzo ok...ma di solito quella di mantenere lo stesso suono durante tutto il pezzo è una tecnica molto americana che nella maggior parte delle produzioni però non viene usata molto... se quel suono dell'acustica all'inizio del pezzo serve così pieno e ricco di armoniche, quando entreranno in gioco altri 5 strumenti, perchè quella chitarra si senta ancora sarà necessariamente cambiata all'interno del mix...un po come le batterie...se si ascolta il rullante di moltissimi pezzi è chiaramente campionato...ma è inutile uccidersi la vita a riprodurre quel suono illudendoci ke sia registrato in quella take originale dal batterista...magari l'illusione viene quando abbiamo riconosciuto in quel pezzo una rullata impossibile da campionare...ma anche in quel caso quella rullata se si ci fa caso non ha certo lo stesso suono del rullo nel resto del pezzo...quella sarà una delle poke parti originali della take...altrimenti quel suono di rullo non uscirebbe nel mix... e la stessa cosa vale per i pannaggi...mica sono uguali in tutto il pezzo... gli fx...cambiano anke quelli... cambia tutto in corsa...


non sono completamente daccordo...

può essere vero in alcuni casi, ma in altri credo che il cambiamento di suono percepito dipenda semplicemente dalle automazioni da una parte, facendo l esempio della chitarra che hai riportato è ovvio che quando suona da sola avrà un certo livello, mentre quando entrano tutti gli strumenti e questa servirà solo da "riempimento", verà smorzata nel volume e negli effetti per fare in modo da non cozzare con gli altri strumenti...stesso discorso per il pan...è pacifico che in più punti del pezzo uno possa decidere di modificare il pan di uno strumento in funzione del ruolo che vuole che questo abbia in un preciso punto di una canzone.
dall'altra parte, la "modifica" del suono avviene in modo quasi naturale con l'aggiunta degli altri strumenti, perchè butti nel calderone le frequenze di più tracce che in un modo o in un altro vanno a rompere le scatole alle frequenze dello strumento in questione; prendi come esempio la chitarra di prima, o una batteria che suona prima quasi da sola, poi entrano 4 o 5 strumenti belli pompati a fare l'apertura...è abbastanza normale che il rullante di cui parlavi suoni un po' diverso da prima, senza che necessariamente sia stato modificato il set di batteria..

ovvio che soprattutto nellla musica elettronica si tenda a scegliere anche più batterie per le varie parti del pezzo, ma è un discorso più filosofico che pratico, nel senso che nell'elettronica il concetto di "batteria" come corpo a se stante fatto di tamburi e piatti e un charly viene completamente destrutturato, anche nell'uso del pan e dei volumi...per cui va da se che in certi campi non si tenda alla coerenza in quel senso...

sul fatto che sia una tecnica americana quella di tenere lo stesso suono non so che dire, però magari va spezzata una lancia in favore dei mix engineer americani che magari sono così bravi a lavorare gli strumenti che riescono a far uscire bene lo stesso suono in tutte le parti del pezzo...

credo che il fatto di focalizzare l'attenzione su uno strumento del pezzo non sia volto a voler riprodurre "quel suono" in quanto è "quel suono"...ma sia teso a voler capire come è stato "lavorato" quel suono all'interno del mix...per cui per riprodurlo non serve identificare quel suono nella patch di un sintetizzatore e il gioco è fatto, ma serve capire come e perchè quel suono è inserito in quel pezzo, con quel panning, cercare di intuire come è stato lavorato a lvello di EQ, di compressione, in che modo gli sono stati assegnati gli effetti di delay e reverbero ecc...


opinione personale eh... Pleased
xerbo
Senza polemiche...ma credo che resterò del mio parere...

esempio...parte il pezzo con un bel basso definito che spicca...ma poi il pezzo risulta con tutt'altri bassi...come mai? semplice...il basso all'inizio deve suonare diversamente quindi si fanno due tracce con suoni diversi...se noi allo stesso pezzo applicassimo solo il suono di basso ke si sente all'inizio la sezione ritmica non verrebbe fuori...vale per il basso kiaramente come anke per gli altri strumenti...
tu dicevi che cambiano solo i volumi...beh non è vero...a volte le automazioni saranno applicate ai volumi...ma altre volte ai decay di un reverbero...al release di un compressore...o a quello di un gate...ad un octaver che durante il pezzo non c'è ma ke in un solo di basso spicca un poco per suonare meglio all'unisono con una chitarra...alcuni effetti ... quasi tutti a dire il vero spesso non si percepiscono nemmeno ma vengono applicati in alcune parti per cambiare un timbro troppo impastato o viceversa...credo di essermi spiegato...

la tecnica americana è la tecnica all'americana...non credo ke c'entri il fatto ke loro siano più bravi...ci sono varie scuole come ci sono diversi modi per missare un pezzo in basse al genere...

il suono...uhm...come è stato processato...si può capire...ma sempre considerando il fatto ke non abbiamo idea di com'era in partenza...possiamo capire che ti po di suono è più consono ad un obbiettivo finale...ma non come si ci arriva...ke mi pare sia quello che kiunque si proponga di fare analizzando uno strumento all'interno di un pezzo...
sub
ciao ragazzi sono d accordo con tutto:

tranne per quanto riguarda il discorso che ascoltare strumenti singoli non aiuta,e chiaro che una chitarra da sola e piu ricca di armoniche e va ad occupare piu spazio nello spettro ma in molti casi quando poi entrano tutti gli altri strumenti all interno del brano la percezione di questa chitarra rimane cmq la stessa.
Se si avesse la possibilita ad un certo punto del brano di mettere in solo la nostra chitarra probabilmente scopriremo che fa schifo rispetto a quella ascoltata nell intro,perche modificata,dimagrita per far spazio a tutti gli altri suoni, oppure puo semplicemente trattarsi di un naturale effetto mascheramento
provate a suonare una chitarra in una grotta di marmo ed a suonare la stessa in una rumorosa fabbrica non cambia nulla solo quello che ascolti tu.
Io credo che ascoltando i singoli timbri aiuti molto ad avere un punto di partenza ,in oltre non credo molto nella scrematura delle freq in caso di mix affollati alla fine nella maggioranza dei pezzi pop siamo sui 6 suoni ed anche meno.


ciao
xerbo
Si ti senti le armoniche...e poi? Quando dovrai registrare un pezzo? da quelle armoniche bellissime capirai anche come è stato microfonato l'ampli? che chitarra e che ampli ha usato? che pre? che sistema ha usato per registrare? il modo in cui l'ha lavorato una volta dentro il mix? non penso ... solo per questo dico ke ha un utilità marginale... perchè prima di arrivare ad esoterici ragionamenti sulla bellezza delle armoniche di pezzi registrati in grandi studi e da grandi fonici bisognerebbe essere consapevoli ti tutte le nozioni di acustica e di missaggio necessarie già soltanto per ottenere un buon suono di chitarra, per riprenderlo al meglio e solo poi per lavorarci con il computer a casa...ke non fa miracoli...non li fa proprio...

poi addirittura tutte queste nozioni come dicevi anche tu se ne vanno a benedire quando spesso nel mix va distrutto un suono tanto ben curato inizialmente per farlo spiccare nel mix...ma secondo voi perkè si parla tanto di lavorare con il tasto solo il meno possibile?