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| Originally posted by Radiomanper cui o fai tutto da autodidatta e scegli tu cosa studiare e va benissimo anche così (anzi, forse i vari CLA & co hanno fatto tutto da soli spinti dalla passione e dall'orecchio, basterebbe chiederglielo..) ma se invece vuoi che qualcuno certifichi la tua preparazione col pezzo di carta, indipendentemente dal fatto che ciò possa fare di te un buon fonico (giustamente sul tuo orecchio la certificazione la danno i mix che fai) |
Quoto. Ci sono tecnici mondiali fantastici che sono autodidatti, ma anche tecnici mondiali che hanno una laurea specifica in engineering, tra cui Andy Wallace, Eddie Scheiner, Bruce Swedien, credo pure Andy Johns...
Al di là dell'internato e del "tea boy", a parte eccezioni sostanziali tipo Geoff Emerick (!) , moltissimi nomi famosi, almeno nel recente passato, arrivano da scuole prestigiose o in ogni caso teoricamente ne sanno ALMENO quanto praticamente...
Storicamente hai quindi una commistione tra personaggi che hanno un background ufficiale tosto (e che magari possono anche insegnare ufficialmente), e altri che nascono da zero e sono autodidatti eppure hanno dei risultati fantastici, quindi probabilmente la verità sta nel mezzo.
Credo però sia molto
diseducativo, soprattutto in un forum di home recording, continuare ad affermare: "basta l'orecchio, o basta il gusto".
Secondo me questi elementi, peraltro sacrosanti, possono bastare da soli in pochissimi casi, ma un minimo di teoria ci vuole, diciamo in un mix almeno il calcolo dei bpm per delay e release dei compressori...
Anche se fai solo mix e non costruisci roba elettronica, un minimo ci vuole, dài...
Tutto un altro conto è viceversa la questione del SAE, del pezzo di carta, eccetera. Sono discorsi molto diversi e per me pure molto delicati.
Idee personalissime: l'importante è il risultato, occhei, ma anche importante è la crescita personale che non può né fermarsi a quello che hai studiato (poco, e magari dieci anni fa), né limitarsi al tuo gusto. Bruce Swedien afferma di studiare ed essere curioso
in maniera specifica OGNI GIORNO e dice che questo fa parte del proprio lavoro. Se lo dice lui...
Per me se hai la supponenza di affidarti al 99% al tuo gusto è facile ad un certo punto, ottenuti certi risultati, rimanere fermo a determinati traguardi o a prassi consolidate, e questo IMHO può andare bene se lavori sempre nello stesso modo con le stesse persone negli stessi prodotti, ma se devi essere versatille diventa un problema, magari inconsapevole.
Secondo me quindi 1) C'è SAE e SAE... e non c'è solo il SAE

2) Probabilmente nella scuola citata, generalmente parlando, vengono affrontati argomenti che vertono molto di più sull'engineering generico "complessivo", ergo macchine e registrazione, piuttosto che tecniche REALI, applicate con la tale catena, nel determinato modo, o tecniche REALI, con coscienza e attitudine
MODERNA, applicate al mix.
Questo non è colpa degli allievi, anche se nelle poche esperienze che ho avuto io di conoscere ragazzi usciti dal SAE confermo purtroppo l'impressione di ra-b, anche se starei sempre attento a non generalizzare...
Piuttosto credo sia colpa di una cultura del mix che qui ancora
non esiste, o che non viene promossa in favore di una scarsa specializzazione: sapere "poco" di tutto, dalla trigonometria all'elettronica, alle tecniche di registrazione, quando invece basta scorrere i crediti di un qualsiasi album serio e si capisce che il mix è una cosa a sé, la registrazione è una cosa a sé, la produzione una cosa a sé, il mastering una cosa a sé. Questo, almeno, in passato...
Se hai diciamo dieci anni a disposizione per arrivare al 90% delle tue conoscenze / esperienze, e sei costretto a dividerle tra es. registrazione e mix, potenzialmente i tuoi dieci anni di esperienza nel mix diventano di colpo cinque.
Ed è qui che casca l'asino in un approccio didattico che magari ti chiede il seno, il coseno, la derivata, tutta roba da liceo che dovrebbe essere ormai acquisita e messa via, ma che ti dà in tutto magari cento ore di mix in un anno, quando all'inizio dovresti farne almeno centocinquanta
al mese.
E' tutta questione di mentalità, ed è tutta qui.
Se l'approccio è pedante, tipo questo, sorry per la citazione

:
"# Trigonometria (richiami): angoli, misura degli angoli in gradi e radianti, grandezze trigonometriche e loro rappresentazione mediante il cerchio trigonometrico angoli notevoli, relazioni fondamentali
# Numeri complessi: definizione dell’unità immaginaria, interpretazione geometrica dei numeri complessi mediante i vettori, modulo e fase di un numero complesso, operazioni aritmetiche con i numeri complessi",
nel mix non serve a nulla, ma non serve neppure se ti stai costruendo un circuito, detto da uno che di elettronica non ne sa una mazza.
Credo siano più importante le nozioni, anche profonde, ma APPLICATE, ossia che abbiano un senso in un contesto.
E' come, allacciandomi an un altro 3d contemporaneo, usare prima il SOLO e poi verificare nel contesto, oppure usare SOLO il SOLO, o MAI il solo... Esiste un concetto che poi va applicato e verificato personalmente. Questa è matematica.
Idee personali, ovviamente.

Teetoleevio