Giusto un paio di precisazioni: la differenza "di pasta" tra i vari PCM80/90/81/91 (e mi riferisco solo ai riverberi, naturalmente) ed il pcm70 è molto forte, e va a connotare pesantemente l'utilizzo che si può fare della macchina stessa.
Cominciamo col dire che il 70 è parecchio più "scuro" e denso (e va ricordato che dispone di un solo input a fronte di una coppia di uscite stereo, cosa che rende impossibile processare tramite esso una fonte che non sia, ovviamente, monofonica) rispetto ai modelli più moderni, tutte cose che (come ha fatto notare giustamente Menestrello) lo rendono sicuramente meno versatile in una moderna situazione di mix.
Ribadisco, in ogni caso, che a livello prettamente "sonoro", preferisco di gran lunga il PCM70 a tutti i modelli succitati.
E' anche vero, d'altra parte, che la programmazione dei parametri della macchina è di una difficoltà unica (ma anche il 480 non scherza, in tal senso), cosa che ha fatto sì che, negli anni, molti modelli Lexicon (e non solo...) siano rimasti famosi proprio per i preset di fabbrica (e la già menzionata "tiled room" del pcm70 ne è un esempio perfetto).
Va anche detto che probabilmente lo stesso 480L, attualmente, pur essendo riconoscibilissimo e splendido per alcune applicazioni, è estremamente meno versatile e più "impegnativo" e caratterizzante "sempre e comunque" rispetto ai vari Bricasti, TC6000, KSP8 etc.
Fatte le debite proporzioni (il 480L è sicuramente più versatile...) ad avere solo un 480 (ed idem dicasi per il PCM70) si potrebbe incorrere in parte nei rischi di chi possiede un EMT vintage (140 - 250...): per alcune cose è assolutamente imbattibile, ma ad averlo come unico riverbero si corre il rischio di non poter fare, semplicemente, molte (troppe) cose.
Capitolo riverberi software:
come ho già avuto modo di scrivere, escludendo i riverberi a convoluzione (spesso bellissimi ma estremamente lmitanti, a patto di non incorrere in abominii vari ed assortiti qualora si decidesse di agire proditoriamente sui parametri dell'impulso), trovo che i migliori algoritmi di riverbero software siano tutt'ora quelli dell'Arts Acoustic reverb, che a parer mio non ha assolutamente nulla da ividiare a parecchi hardware ed è di una semplicità d'uso disarmante.
L'ho usato in più di un disco e nessuno mi ha mai chiesto che riverbero fosse, supponendo probabilmente che si trattasse di un hardware da migliaia di euro.
Provatelo, se ancora non l'avete fatto, ne vale davvero la pena.
Capitolo Algorithmix/Weiss (leggermente OT, ma se n'è parlato):
posto il fatto che Weiss (seppur digitale) produce hardware e Algorithmix, invece, vende plugin, mi sono già espresso a più riprese sul livello qualitativo a dir poco sorprendente dei suoi red/orange eq (il blue non l'ho provato).
Probabilmente, per come la vedo io, è la prima volta che Katz ha ragione a sponsorizzare fermamente qualcosa (sarò impopolare, ma tutte le varie teorie del "K qualcosa" me so' sembrate sempre un po' delle Katzate, in linea di massima e, con tutto il rispetto per il Katz "Mastering Engineer", il Katz "teorico" mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso), visto che la trasparenza e la totale neutralità dei suddetti eq era fino ad oggi raggingiubile solo, appunto, attraverso Weiss, forse Maselec, e una palanca di euro.
Ora... Se Weiss sia ancora molto superiore non saprei dirlo (dovrei ascoltare almeno un A/B per rendermene conto), fatto sta che sono il primo ad affermare senza tema di smentita che gli Algorithmix, in fase di mastering, sono più che utilizzabili anche a livelli "SuperPro".
Detto questo, per chi non li ha mai provati, vorrei sottolineare come, essendo totalmente "chirurgici" e trasparenti, sarebbe sbagliato aspettarsi da un eq del genere la profondità, la spazialità e la pasta di un GML, di un Massive Passive o di un Sontec, ad esempio.
Non sono eq che "suonano bene", sono eq che "NON suonano", per capirci, e per quello sono favolosi.
Azz... Ho scritto un pistolotto infinito, mi rendo conto che per leggerlo, bisogna essere davvero molto motivati...