TANK
Ciao a tutti, Sarei interessato a conoscere i cambiamenti che ha subito il processo di mastering dagl'anni 70 ad oggi.
La prima cosa che mi viene in mente e' che oggi si vedono alcuni classici ''digital remastered'', in che modo li rimasterizzano? partono dai master o dai mixaggi? Fanno veramente tutto in digitale? plugins?
qualcuno sa che cosa usano?
Apparte le operazioni commerciali che ci girano intorno, vi piacciono di piu gli originali?
Andando a ritroso nel passato c'e' qualche macchina che ha fatto la storia del mastering? pultec?
L'innanzamento degl'rms , i nuovi supporti , la tecnolofgia ,cosa ha comportato nelle catene di mastering rispetto al passato?
Ve lo chiedo perche purtroppo non so niente di come facevano mastering anni fa , e mi piacerebbe conoscere le macchine o le metodologie e rapportarle al presente.
Credo che stori-tecnicamente abbia una grande rilevanza l'avvento del support cd . Quanto e in che modo ha cambiato il modo di fare mastering?
ra-b
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Originally posted by TANK
Ciao a tutti, Sarei interessato a conoscere i cambiamenti che ha subito il processo di mastering dagl'anni 70 ad oggi.
La prima cosa che mi viene in mente e' che oggi si vedono alcuni classici ''digital remastered'', in che modo li rimasterizzano? partono dai master o dai mixaggi? |
Solitamente, se possibile, dalle singole tracce.
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Originally posted by TANK
Fanno veramente tutto in digitale? plugins? |
Direi di no. Perché dovrebbero?
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Apparte le operazioni commerciali che ci girano intorno, vi piacciono di piu gli originali? |
Dipende dall'originale... Solitamente sì, più che altro perché non amo particolarmente gli "aggiornamenti" (che siano remastering o "coloratura" di un film in B/N).
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Originally posted by TANK
Andando a ritroso nel passato c'e' qualche macchina che ha fatto la storia del mastering? pultec? |
IL Pultec è una macchina che, per via della sua imprevedibilità, non è mai stato particolarmente usato in mastering.
Macchine "famose" in tal senso possono essere considerate le console da mastering Neumann, gli Studer o i limiter EMI/zener.
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Originally posted by TANK
L'innanzamento degl'rms , i nuovi supporti , la tecnolofgia ,cosa ha comportato nelle catene di mastering rispetto al passato? |
Ha comportato il cambio degli strumenti...
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Originally posted by TANK
Credo che stori-tecnicamente abbia una grande rilevanza l'avvento del support cd . Quanto e in che modo ha cambiato il modo di fare mastering? |
Non più di tanto (se eccettuiamo il progressivo abbandono degli expander da "noise floor" presenti nelle vecchie console di mastering).
La Loudness war è una cosa successiva.
DBarbarulo
io semplificherei ancora di più, incentrando il discorso sulla finalità: 30 anni fa un mastering studio interloquiva solo con studi professionali ed aveva il compito di adattare l'audio al media di destinazione. Oggi gli studi sono sempre meno e gli amatori sempre più e la finalità si è piuttosto decentrata sul cercare di elevare un suono mediocre a qualcosa di paragonabile con i dischi veri.
DB
HotRats
che triste sintesi, db!
Relio
Io invece sono d'accordo con DB.
Una volta si faceva il mastering per adattare il materiale sonoro al tipo di media: ad esempio il master per un vinile era privo di bassi (che poi sarebbero stati artificialmente restituiti dalla testina di lettura e dall'impianto stereo). Diverso era il discorso del master per la duplicazione di audiocassette, dove il nemico principale era il fruscio.
Invero, tempo fa lessi da qualche parte che anche oggi, in fase di master, "adattano" il materiale sonoro al CD riducendo intorno alle 8mila hz: a detta del fonico intervistato, pare che il "supporto CD" enfatizzi proprio questa gamma di frequenze. Pare inoltre che questa operazione di taglio addolcisse un pò quella "freddezza digitale" che il fonico diceva di avvertire distintamente ascoltando i CD.
Una cosa è certa: gli interlocutori, all'epoca, erano tutti professionisti del settore.
Oggi, invece, come giustamente dice DB, i principali clienti degli studi di mastering sono le migliaia di ragazzi che si fanno il disco in casa.
E' vero, un buon mastering può fare grandi cose, ma purtroppo nessuno ha la bacchetta magica.
Infine, la "guerra al rialzo" cui abbiamo assistito in questi ultimi anni è davvero uno schifo.
La cosa ridicola è che oggi che disponiamo di supporti digitali che ci offrono una gamma dinamica pazzesca se confrontata con il vinile o la cassetta (la cui noise floor era altissima) i dischi se la giocano tutta sull'ultima manciata di db!
La musica è fatta di "piani sonori", di crescendo, di piano e di pianissimo. Con la moda del "tutto a palla" si è perso molto secondo me.
Relio
marescotti
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Originally posted by DBarbarulo
io semplificherei ancora di più, incentrando il discorso sulla finalità: 30 anni fa un mastering studio interloquiva solo con studi professionali ed aveva il compito di adattare l'audio al media di destinazione. Oggi gli studi sono sempre meno e gli amatori sempre più e la finalità si è piuttosto decentrata sul cercare di elevare un suono mediocre a qualcosa di paragonabile con i dischi veri.
DB |
"purtroppo" è davvero così.
vitto
A questo punto, sperando di non uscire troppo dal seminato , vorrei chiedere se anche a voi è capitato di ascoltare alla radio brani super pro che suonino come se li avesse mastrizzati uno a casa con dei plug scarsi e senza troppea esprienza.
Ascoltando ore ed ore di radio al giorno mi è capitato di sentire canzoni con la dinamica inesistente o al limite di tipo " on - off " cioè quando il cantante non canta la musica è udibile anche se la dinamica non è gran cosa, quando la voce entra schiaccia tutto e si sente che " zucca " contro il soffitto di brutto.
Penso che sia dovuto ad una sorta di limiting spinto applicato anche dalla radio di default che schiaccia di fatto una cosa già al limite ( IMHO ).
Essendo il cd " lavorato " a livello pro dall'inizio alla fine vorrei sapere se il ME in questione secondo voi ha pompato il cd senza tener conto di dove il suo lavoro sarebbe andato ( il che significherebbe che anche a livello superpro la professipnalità è diminuita, a meno che il produttore non lo abbia costretto a POMPA POMPA sotto minaccia... )
ra-b
L'ultimo album dei Blink182.
Ci sono momenti in cui è sparato a -5 rms e, detto francamente, suona una schifezza.
In ogni caso sì, ritengo che ciò solitamente sia dovuto a scelte produttive che vogliono che l'album "suoni forte" a tutti i costi.
bronzon
"Amen" dei Baustelle ha un RMS bassissimo. Almeno il CD che ho acquistato. Tanto che devo alzare da 9 a 12 il volume dell'autoradio per sentire qualcosa;
pero' quando in radio passa "Charlie fa surf" e' tutta un'altra cosa, eccessivamente schiacciata.
Le radio applicano una compressione di loro, non so' in base a quali criteri. Avete presente i brani fine anni ottanta quando andava tutto quel riverberone sullo snare? (Poul Jung, Venditti...), bene, quando passano su radioitaliasolomusicaitaliana risultano inascoltabili!
Arus
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Originally posted by vitto
A questo punto, sperando di non uscire troppo dal seminato , vorrei chiedere se anche a voi è capitato di ascoltare alla radio brani super pro che suonino come se li avesse mastrizzati uno a casa con dei plug scarsi e senza troppea esprienza.
Ascoltando ore ed ore di radio al giorno mi è capitato di sentire canzoni con la dinamica inesistente o al limite di tipo " on - off " cioè quando il cantante non canta la musica è udibile anche se la dinamica non è gran cosa, quando la voce entra schiaccia tutto e si sente che " zucca " contro il soffitto di brutto.
Penso che sia dovuto ad una sorta di limiting spinto applicato anche dalla radio di default che schiaccia di fatto una cosa già al limite ( IMHO ).
Essendo il cd " lavorato " a livello pro dall'inizio alla fine vorrei sapere se il ME in questione secondo voi ha pompato il cd senza tener conto di dove il suo lavoro sarebbe andato ( il che significherebbe che anche a livello superpro la professipnalità è diminuita, a meno che il produttore non lo abbia costretto a POMPA POMPA sotto minaccia... ) |
ultimamente sto notando un peggioramento esponenziale nei limiter radio... settati con il culo a mio parere. le canzoni... o soffiano come dei mantici, o ti tirano delle stecche di piatti allucinanti... nulla rimane nemmeno paragonabile alla traccia originale.
freddypc
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Originally posted by DBarbarulo
io semplificherei ancora di più, incentrando il discorso sulla finalità: 30 anni fa un mastering studio interloquiva solo con studi professionali ed aveva il compito di adattare l'audio al media di destinazione. Oggi gli studi sono sempre meno e gli amatori sempre più e la finalità si è piuttosto decentrata sul cercare di elevare un suono mediocre a qualcosa di paragonabile con i dischi veri.
DB |
aggiungerei tristemente: spendendo un ventesimo di quello che si spendeva 30 anni fa.
DBarbarulo
Il problema, e so che l'affermazione seguente susciterà un po' di ira generale, il progresso tecnologico ha reso la "musica" una cosa alla portata di tutti (e mi riferisco anche agli ascoltatori... molti anni fa solo persone di una certa cultura e fascia economica potevano permettersi un impianto di riproduzione) facendo perdere però il senso intimo dei contenuti e della forma d'arte. E' un po' il paradosso che legittima un artista a mettere un cane a morire in un museo senza nè acqua nè cibo attaccato con una fune... perchè qualche ******** glie ne ha dato la possibilità dandogli dell' "artista". La composizione musicale (poi il procedimento realizzativo delle opere e dei supporti) dovrebbe essere frutto di studio, di sensibilità e di professionalità, come era una volta. In sintesi è la solita assenza di cultura che crea fraintendimenti, che crea l'inconsapevolezza, che insinua il dubbbio che se una cacca può essere esposta alla Tate Gallery anche un brano da schifo missato da schifo può vendere un milione di copie (fatto tragicamente non lontano dalla realtà); l'errore è che una coppia di casse non fanno un fonico, un microfono non fa un cantante e un vst non fa un arrangiatore. La presunzione del contrario ha immesso nel mercato una quantità immane di cose insulse senza motivo di esistere, disperdendo l'attenzione degli operatori e dei fruitori. Se a questo aggiungiamo che la maggior parte dei media in questa nazione predilige i prodotti spazzatura ecco il cerchio che si chiude. Per tornare al mastering c'è una interesssante intervista a Greg Calbi, uno dei senior di Sterling dalla più che trentennale carriera a New York, che alla domanda "come fare a diventare un mastering engineer famoso?" lui rispose: "if you are working on a project that you know is going nowhere, don't waist your time on it!" (se stai lavorando ad un progetto che sai che non andrà da nessuna parte, non perderci il tuo tempo!). Ma la realtà italiana non è paragonabile a quella americana.
DB
dissident
sì, ma è vero anche il contrario, ossia ha dato la voce a realtà che normalmente sarebbero state fuori da ogni logica di mercato, togliendo il monpolio artistico dalle mani di pochi talent...non tutto il male viene per nuocere
teetoleevio
"La composizione musicale (poi il procedimento realizzativo delle opere e dei supporti) dovrebbe essere frutto di studio, di sensibilità e di professionalità, come era una volta."
Quoto DB al 100%, questo è il "problema" della democratizzazione del recording.
Ormai tutti hanno la potenzialità ma in generale molti operano senza cultura specifica, tecnica specifica e pure una certa etica di selezione, che ormai è inesistente.
Sul mercato: invece è il mercato che funziona che permette a qualcuno di nuovo di emergere come merita, con il supporto che merita, con il livello di produzione che merita, un livello che gli altri recordisti devono provare a emulare, non fa invece piacere sentire diversi "grandi" che hanno prodotti che suonano male.
Non è certo una frammentazione estrema in cui ognuno vende venti copie, che fa bene all'evoluzione tecnica...
Qui si mette sempre insieme arte e tecnica quando sono due cose che possono coesistere ma sono sostanzialmente distinte e devono rimanere distinte.
Ugualmente al contrario qui si tende a separare Arte e mercato quando invece sono assolutamente la stessa cosa, ma questo è un discorso che ho già fatto in passato e non è facile da comprendere.

Se suona male suona male e tutta l'Arte del mondo va a farsi benedire. Punto.
Su Calbi, eh, solo di là si può fare questo discorso se sei allo Sterling e hai la sua età e i suoi crediti...
A proposito di Calbi, DB, hai sentito il recente "Continuum" di John Mayer?
A parte le presenze di Steve Jordan e dell'intramontabile Pino Palladino... hai mix di Marroquin e Brauer, con il suo mastering.
A me piace molto, certe volte un perlo scuro, ma bello.

Teetoleevio
DBarbarulo
lo ho sentito? Io amo quel disco.
Continuum vive nel mio I-Phone con "Try!" il primo live in trio e un doppio di un mese fa che si chiama "where the light is" che invece è un live a los angeles con 5 pezzi in acoustic set, 8 in trio e 9 con la band.
Lui è un talento vero. Steve Jordan è una vecchia zoccola!
DB
dissident
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Originally posted by teetoleevio
Sul mercato: invece è il mercato che funziona che permette a qualcuno di nuovo di emergere come merita, con il supporto che merita, con il livello di produzione che merita, un livello che gli altri recordisti devono provare a emulare, non fa invece piacere sentire diversi "grandi" che hanno prodotti che suonano male. |
Bah in una situazione ideale sarebbe vero, ma il mercato fattto dalle major sappiamo tutti com'è fatto..non punta sicuramente alla qualità della musica ma a ben altre cose, che a me sinceramente non interessano.
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Originally posted by teetoleevio
Non è certo una frammentazione estrema in cui ognuno vende venti copie, che fa bene all'evoluzione tecnica... |
Magari è vero, ma io preferisco l'evoluzione musicale
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Originally posted by teetoleevio
Ugualmente al contrario qui si tende a separare Arte e mercato quando invece sono assolutamente la stessa cosa, ma questo è un discorso che ho già fatto in passato e non è facile da comprendere.
Se suona male suona male e tutta l'Arte del mondo va a farsi benedire. Punto. |
MA non è vero
freddypc
Se erano fuori da ogni logica di mercato magari c'era un motivo anche artistico/tecnico forse?
Quei miseri budget che sono rimasti per fare i dischi (visto che sono tutti dei fonici e se li fanno in casa con cubase!) vengono spalmati in misere produzioni dallo scarso valore artistico.. risultato: i big restano big, gli artisti medi che meriterebbero sono sempre meno, i pivellini (vorrei leggere i contratti disocgrafici) fanno un sacco di dischi (tanto se li pagano lor praticamente).
Va beh.. teniamo duro...
dissident
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Originally posted by freddypc
Se erano fuori da ogni logica di mercato magari c'era un motivo anche artistico/tecnico forse? |
bah, a me pare più facile il contrario (vedi Finley e co.)
Retinal
Non ho capito bene che cacchio c'entra come e' registrato un disco rispetto alla qualita' e/o contenuto artistico dello stesso.