novalium
In questi giorni sto lavorando ad Umbria Jazz ed ho a disposizione del materiale veramente interessante. Tra cui questo
pianoforte che mi hanno detto essere di straordinario valore. Visto che per microfonarlo ho a disposizione microfoni di altrettanto valore (2 akg-414 matched pair, 2 neumann km184 matched pair e un neumann tlm103) e una delle band con cui lavoro mi ha chiesto di essere registrata e quindi porterò le mie fireface mi son detto: perchè non perdo un paio d'ore e campiono a dovere questo meraviglioso piano

? Il problema sarebbe poi come realizzare una wavetable che mi permetta di suonarlo con una tastiera midi, una cosa che non ho mai fatto. Ovviamente i campioni saranno liberamente a disposizione ma mi servirebbe qualche info da parte di chi ha già fatto opera di campionamento (ad esempio ho letto che sarebbe bene prendere almeno 4 suoni per ogni nota o meglio ancora di più a vari livelli di volume) e magari sapere che campionatore utilizzare in seguito per riprodurre il tutto.
gvnz
Occhio che potrebbero volerci molto più di due ore. Giusta l'idea di più campioni per nota, tieni presente che i diversi livelli di intensità nel premere un tasto, devi riuscire a replicarli allo stesso modo su tutti i tasti. Volendo puoi evitare di campionare tutti i tasti, registrare ad es. solo i tasti bianchi; dovendo trasporre solo di un semitono, l'algoritmo del campionatore fa un buon lavoro e non si perde troppo in qualità. Le note dovresti riprenderle con tutto il loro decay naturale. Nelle librerie più belle riprendono anche i tasti quando il pedale di risonanza è premuto, che significa raddoppiare il lavoro. Un'altra cosa che si usa è registrare il suono della corda quando viene smorzata al rilascio del tasto; volendo fare un layer di questi suoni dovresti registrare una nota breve e possibilmente forte. In fase di editing e costruzione della libreria si isola il suono dello smorzatore e lo si programma per attivarsi al comando midi "note off".
Comunque, per stringere un pò:
campionare almeno un tasto sì e uno no
campionare almeno 2 livelli di intensità (ma più sono meglio è)
campionare possibilmente tutto il decay naturale della nota
per quanto riguarda il campioantore, le funzioni richieste per un piano campionato sono comuni a tutti i principali campionatori; inoltre una libreria così dovrebbe eseere facile da tradurre da un formato all'altro utilizzando i soliti extreme sample converter o chicken system translator.
Insomma, è un lavoraccio e di librerie di piano tra free e commerciali ce ne sono a zilioni, ma se credi che ne valga la pena si può fare.
oneclaudio
Novalium, encomiabile la tua idea.
Ti faccio una domanda..... sei un pianista?
Se lo sei prosegui. Ciò significa che conosci esattamente tutte le problematiche di tocco del pianoforte.
Io, per esempio, lo sono, e non mi verrebbe mai in mente di campionare una chitarra o un flauto..... da me suonati.
gvnz
@oneclaudio
Mi piacerebbe sapere, già che siamo in argomento, qualcosa di più del rapporto che c'è tra il gesto meccanico di premere un tasto ed il risultato, cioè come si può modificare il timbro della nota agendo sul tasto. Nella mia ignoranza mi verrebbe da pensare che l'unico controllo che ho sulla nota è la sua intensità, variando l'intensità con cui premo il tasto, ma da quel che dici capisco che non è così semplice. Ti va di spiegarmi qualcosa?
piccola curiosità, che forse farà rabbrividire i pianisti: alcuni produttori di librerie, ne ricordo un paio, usano apparecchiature meccaniche controllate elettronicamente per azionare i tasti, in modo da avere un controllo molto preciso e ripetibile dell'intensità delle note prodotte, oltre che per automatizzare il processo di campionamento che può essere davvero impegnativo.
marescotti
dovrebbe esistere una cosa tipo REFILL PACKER o qualcosa del genere per Reason. E' un programmino che occupa meno di 1MB che ti fa i refil con i tuoi campioni
campionarlo tutto ci sarebbe un bel lavoraccio da fare......e minimo minimo ti andrebbe via una settimana lavorando 3-4 ore al giorno.
oneclaudio
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Originally posted by gvnz
@oneclaudio
Mi piacerebbe sapere, già che siamo in argomento, qualcosa di più del rapporto che c'è tra il gesto meccanico di premere un tasto ed il risultato, cioè come si può modificare il timbro della nota agendo sul tasto. Nella mia ignoranza mi verrebbe da pensare che l'unico controllo che ho sulla nota è la sua intensità, variando l'intensità con cui premo il tasto, ma da quel che dici capisco che non è così semplice. Ti va di spiegarmi qualcosa?
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Siamo Ot e me ne scuso...
Quello che cambia a seconda di come colpisci il tasto è il suono che emette lo strumento.
Il tocco del pianista è dato dalla morbidezza e dal peso che egli utilizza per suonare lo strumento.
Ciò è indipendente dal volume emesso, puoi suonare forte con un timbro morbido, se tutta la muscolatura dalla spalla alle dita sarà rilassata, trasmetterai al tasto il "peso" del braccio ed il suono sarà rotondo e lungo.
Puoi suonare piano con un suono ugualmente intenso e lungo, differente dal suonare piano "spolverando" i tasti, la pressione sonora sarà la stessa ma il suono sarà più vuoto ed insignificante.
Il tocco si acquisisce con anni di studio, imparando a dosare appunto il peso ed imparando ad avere le braccia morbide, per ottenere l'intensità emotiva e sonora che occorre in quel momento e l'uguaglianza delle note suonate.
gvnz
Grazie mille della spiegazione
Archverb
Dopo la bella spiegazione di Oneclaudio, ritornare al campionamento è cosa triste e assai meno musicale

; comunque....
Quando si effettua un multicampionamento che prevede la ripresa di più livelli di dinamica (nel midi: vari livelli di "velocity")
La difficoltà è proprio quella di uniformare il più possibile l'intensità/velocità con cui viene suonato ogni tasto, per ciascuno dei vari livelli di dinamica.
Motivo per cui spesso per effettuare certi campionamenti si usano appositi marchingegni, "dita artificiali" fornite di apposito contrappeso, proprio per poter ripetere la stessa identica pressione su tutti i campioni di pari dinamica.
Per cui se a questo si aggiunge anche il discorso sulla risonanza; si capisce che il tempo necessario per un lavoro che dia buoni risultati è tale che può essere ripagato solo pensando ad una distribuzione e vendita del prodotto su vasta scala.
Non rimane quindi che la possibilità un "lavoro ridotto"; ma non so quanto ne valga la pena
gvnz
diciamo 20 secondi di decay per notA
diciamo 4 velocity layers
abbondiamo: 2 minuti per ogni tasto
diciamo solo i tasti bianchi
abbondiamo di nuovo, si sta dentro le due ore. Ne può uscire una libreria di qualche centinaio di MB, della taglia di alcuni rispettabilissimi freeware. Se il suono è effettivamente bello come hanno detto a Novalium, potrebbe valerne la pena.
novalium
Considerando che non sono un pianista non vorrei solo perdere un sacco di tempo. Provo a sentire qualche amico che suona lo strumento e se mi da disponibilità vado avanti con l'esperimento.
Grazie per le dritte comunuque!
oneclaudio
Ehm, non dimenticare che lo strumento deve essere accordato poco prima della sessione.......
novalium
Il piano è stato accordato da un professionista all'inizio del festival (una settimana fa) e da lì ha suonato una decina di ore tra le mani di musicisti di altissimo livello.
gabo
per gestire i campioni che avrai realizzato, dai un'occhiata a
questi software...sono dei tool appositamente realizzati per il campionamento.
Come ti hanno già detto altri, occhio che di tempo ce ne vuole!
ciao!
g.
oneclaudio
| quote: |
Originally posted by novalium
Il piano è stato accordato da un professionista all'inizio del festival (una settimana fa) e da lì ha suonato una decina di ore tra le mani di musicisti di altissimo livello. |
è strano però che non venga accordato prima di ogni serata.
Nella musica classica il pianoforte viene accordato sempre prima di ogni concerto, d'accordo che parliamo di uno strumento di straordinaria fattura, tuttavia piccoli sbalzi termici, e di conseguenza nel tasso di umidità, possono generare subdole variazione nell'accordatura; il pianoforte in questo è più rognoso, apparentemente è accordato ma varia leggermente il timbro, in quanto l'accordatura potrebbe magari differenziarsi e generare lievi battimenti nell'ambito della singola nota, per via del fatto che quasi ogni nota utilizza 3 corde.
novalium
Non so che dirti. Il piano è stato accordato il primo giorno in mia presenza ma è anche possibile che venga accordato ogni mattina quando io non ci sono! Comunque siamo al chiuso in una sala climatizzata quindi è anche possibile che non necessiti di queste operazioni tutti i giorni. Considera che ovviamente le due band che si alternano suonano jazz e anche particolarmente soft.
Petrella
| quote: |
Originally posted by oneclaudio
| quote: |
Originally posted by novalium
Il piano è stato accordato da un professionista all'inizio del festival (una settimana fa) e da lì ha suonato una decina di ore tra le mani di musicisti di altissimo livello. |
è strano però che non venga accordato prima di ogni serata.
Nella musica classica il pianoforte viene accordato sempre prima di ogni concerto, d'accordo che parliamo di uno strumento di straordinaria fattura, tuttavia piccoli sbalzi termici, e di conseguenza nel tasso di umidità, possono generare subdole variazione nell'accordatura; il pianoforte in questo è più rognoso, apparentemente è accordato ma varia leggermente il timbro, in quanto l'accordatura potrebbe magari differenziarsi e generare lievi battimenti nell'ambito della singola nota, per via del fatto che quasi ogni nota utilizza 3 corde. |
non so se avete mai suonato su un FAZIOLI, ma io che l' ho fatto vi posso dire che questi pianoforti messi in una sala climatizzata come ha detto novalium non subiscono nessuna alterazione di timbro, resta comunque una temperatura più o meno costante per tutta la giornata. Magari qualche altro pianoforte potrebbe risentirne ma un Fazioli proprio no.
Ciao,
Francesco
oneclaudio
Io ho suonato più di un pianoforte di livello e ribadisco che di solito, per il concerto, lo strumento si accorda prima dell'uso, una oretta prima arriva sempre l'accordatore, a prescindere.
Spesso è un lavoro quasi inutile, si tratta di minimi ritocchi, ma si fa.
Anche quando si tratta di strumenti residenti e non noleggiati, per esempio nei conservatori o in Rai.
Poi questa effettivamente è una questione di lana caprina, simile alle prove in controfase, ma per amore della precisione.......
hucchio
io ero a Umbria Jazz col Tordini...dov'eri? ;-)
Bello il Fazioli!
Archverb
Sempre sulla lana caprina

.... pur ammettendo che la sala sia climatizzata anche di notte, certi "signori", se spostati, vanno accordati prima della partenza e prima di ogni concerto; credo questo valga per Fazioli, quanto per Bösendorfer, Steinway ecc....
novalium
Hotel Brufani, fisso con Allan Harris e Renato Sellani Trio feat. Gianni Basso.
Tu stavi allo Stadio di Santa Giuliana?
A saperlo ci prendevamo un birrone assieme!