non ho sentito nulla di fuori luogo in questo 3rd dei portishead
al primo impatto mi ha lasciato un pò perplesso, ma solo perkè sono passati + di 10 anni dall'ultimo disco, e il mio orecchio non + abituato a certe cose...
dopo un paio di ascolti di quello che si trovava in rete in streeming, ho deciso di farmi un regalo....
50 sterline, edizione limitata in doppio vinile, + USB key personalizzata a forma di P, con gli mp3, il tutto contenuto in un bellissimo cofanetto cartonato.
e così, ho completato un'altra volta la mia collezione di dischi portishead originali
comunque, errori in questo disco, non esistono, tutto quello che si sente, è voluto, come lo è stato nei dischi precedenti.
i portishead, sono l'essenza del Trip Hop, ovvero la malinconia, il buio, la paranoia... un mix fatto come è stato fatto, rende la sensazione che deve rendere, se fosse fatto secondo gli schemi del manuale del buon fonico, il lavoro avrebbe perso un buon 90% del suo spirito...
questo disco, è un'altra testimonianza, che le regole da manuale, e gli schemi matematici, che ultimamente vanno tanto di moda, non esistono proprio, quando si entra a far parte dell'arte.
dietro a 3rd, non ci sono degli sprovveduti, tanto meno dei fonici della domenica, o musicisti improvvisati...
basta guardare il video di Machine Gun, e vedere un synth modulare enorme, che elabora il suono di tutto il brano...
non ci si improvvisa a fare certe cose
comunque il bristol sound, era anche questo, solo che negli anni 90, si commercializzavano solo cose + adatte al mercato di quell'epoca...