psicoacustica, volumi : orecchio o cervello

vitto
Salute, oggi mi son trovato in tasca un quesito riguardante i rumori e la loro psicopercezione...
Cioè, stavo ascoltando la radio ed un rumore più forte ha fatto sì che il volume della radio percepito dal mio orecchio sembrasse abbassarsi.

Quello che mi sono chiesto è:
abbiamo una specie di compressore/ limiter nell'orecchio che fa si che al sopraggiungere di un suono più intenso evita il sovraccarico spostando tutto di conseguenza ( versione meccanicopratica ) o il nostro sistema limbico ( mi pare sia quello ) si concentra sul suono che ritiene più vicino e minaccioso per mettere in funzione le capacità di risposta del sistema nervoso ( versione psicologicoancestrale ).

Tenendo conto del fatto che di notte il minimo rumore sembra amplificato dal buio e che ciò succede perchè è rimasto nel nostro sistema centrale l'istinto che avevano i nostri predecessori di millemila anni fà e che, non potendo vedere, di notte l'udito veniva amplificato io sarei per la psicoancestrale.
Secondo voi?
marescotti
esiste un fenomeno definito "mascheramento"

Il nostro orecchio è composto tra le altre cose da un organo (Corti). Questo organo è formato da delle ciglia divise in gruppi (praticamente in bande di equalizzazione). Ogni gruppo è più sensibile ad una specifica banda.

Questo serve per riuscire a distinguere al meglio le varie frequenze udibili e il cervello riesce a scomporre queste bande dando più o meno priorità ad alcuni suoni anzichè altri.

E' una frammistione tra le due cose cioè una costruzione fisica/meccanica dell'orecchio assieme alla rielaborazione del cervello.

Per quanto riguarda il fatto che di notte l'udito viene amplificato io non la vedrei così. Di giorno l'orecchio è abituato ad un costante rumore di fondo (traffico, rumori, persone che parlano, tv, radio sempre accese,bla bla bla) sicchè il cervello si abitua a vedere questo come qualcosa di superfluo riuscendo a focalizzarsi su altri suoni che più ci interessano.
Di notte invece c'è molto più silenzio quindi la soglia del rumore di fondo si abbassa lasciando molta più dinamica.
vitto
Heyla, grazie per la dotta spiegazione, penso che sia come dici...
Per quello che riguarda il fenomeno notturno esposto nel primo post non è farina del mio sacco, mi sembra di averlo sentito tempo fa in un programma tipo Quark dove si parlava tra l'altro di comportamenti animali paragonandoli a quelli umani ( sempre animali Smile ) vedi gli istinti vari ed apparentemente inspiegabili per i nostri tempi che però hanno fatto sì che il genere umano arrivasse fin quì.

Ora vado a cacciare bisonti... Cool
Radioman
Io la vedrei molto semplicemente nè più nè meno come la vede il nostro occhio.
Quando c'è luce si adatta a quella, se improvvisamente fa buio ci mette dei secondi a riadattarsi, ed idem quello che potremmo scorgere in una situazione di illuminazione potrebbe divenire non più ben distinguibille con una luce differente, più o meno si gira sempre intorno agli stessi principi di base.
Poi in linea di massima l'orecchio è più preciso ed analitico rispetto all'occhio che credo si accontenti di meno (basta vedere le differenze tecniche in risoluzione ed S/N tra gli apparecchi video e quelli audio o quanto ci vuole prima di avvertire la compressione jpeg in una foto rispetto ad un tasso analogo di compressione in mp3) però entrambi dovranno inventarsi qualcosa per funzionare anche in presenza di troppi stimoli contemporanei aventi caratteristiche molto differenti tra loro.
Poi a quale meccanismo evolutivo si debba attribuire il tutto non lo so, ho chiesto al mio occhio ma ha fatto orecchie da mercante... Frown
bicienz
Magari sono lo stapedio o il tensore del timpano che variano la percezione sonora a seconda del livello del volme percepito ( RMS non peak megalol ).
marescotti
quote:
Originally posted by Radioman
Io la vedrei molto semplicemente nè più nè meno come la vede il nostro occhio.
Quando c'è luce si adatta a quella, se improvvisamente fa buio ci mette dei secondi a riadattarsi, ed idem quello che potremmo scorgere in una situazione di illuminazione potrebbe divenire non più ben distinguibille con una luce differente, più o meno si gira sempre intorno agli stessi principi di base.
Poi in linea di massima l'orecchio è più preciso ed analitico rispetto all'occhio che credo si accontenti di meno (basta vedere le differenze tecniche in risoluzione ed S/N tra gli apparecchi video e quelli audio o quanto ci vuole prima di avvertire la compressione jpeg in una foto rispetto ad un tasso analogo di compressione in mp3) però entrambi dovranno inventarsi qualcosa per funzionare anche in presenza di troppi stimoli contemporanei aventi caratteristiche molto differenti tra loro.
Poi a quale meccanismo evolutivo si debba attribuire il tutto non lo so, ho chiesto al mio occhio ma ha fatto orecchie da mercante... Frown


non stiamo parlando del semplice "adattarsi" ma del "percepire" all'interno dell' "adattamento". Il nostro cervello riesce a separare quel che è inutile da quel che è utile dando delle priorità ai vari suoni che percepiamo.
Trovo abbastanza difficoltoso paragonare parametri visivi a parametri audio.
vitto
quote:
Originally posted by marescotti
quote:
Originally posted by Radioman
Io la vedrei molto semplicemente nè più nè meno come la vede il nostro occhio.
Quando c'è luce si adatta a quella, se improvvisamente fa buio ci mette dei secondi a riadattarsi, ed idem quello che potremmo scorgere in una situazione di illuminazione potrebbe divenire non più ben distinguibille con una luce differente, più o meno si gira sempre intorno agli stessi principi di base.
Poi in linea di massima l'orecchio è più preciso ed analitico rispetto all'occhio che credo si accontenti di meno (basta vedere le differenze tecniche in risoluzione ed S/N tra gli apparecchi video e quelli audio o quanto ci vuole prima di avvertire la compressione jpeg in una foto rispetto ad un tasso analogo di compressione in mp3) però entrambi dovranno inventarsi qualcosa per funzionare anche in presenza di troppi stimoli contemporanei aventi caratteristiche molto differenti tra loro.
Poi a quale meccanismo evolutivo si debba attribuire il tutto non lo so, ho chiesto al mio occhio ma ha fatto orecchie da mercante... Frown


non stiamo parlando del semplice "adattarsi" ma del "percepire" all'interno dell' "adattamento". Il nostro cervello riesce a separare quel che è inutile da quel che è utile dando delle priorità ai vari suoni che percepiamo.
Trovo abbastanza difficoltoso paragonare parametri visivi a parametri audio.


Infatti, il cervello separa e dà le priorità ai vari stimoli in funzione dell istinto di sopravvivenza che ci portiamo dietro da millenni...
Hank
quote:
Originally posted by vitto

abbiamo una specie di compressore/ limiter nell'orecchio


Io ne sono convinto già da un po'...ma non dicevo nulla,avevo paura di essere preso per matto. megalol
Se non altro almeno non sono l'unico.

Effettivamente facendoci caso capitano situazioni come quelle da te descritta in cui mi viene in mente proprio il comportamento di un comp...

Dopo la spiegazione di Marescotti poi,mi viene pure da pensare ad un comp multibanda lolli
bicienz
ma magari abbiamo anche una specie di eq... tipo quando ci concentriamo su alcuni suoni anzichè altri in un intero mix....
renus
quote:
Originally posted by Radioman
Io la vedrei molto semplicemente nè più nè meno come la vede il nostro occhio.
Quando c'è luce si adatta a quella, se improvvisamente fa buio ci mette dei secondi a riadattarsi, ed idem quello che potremmo scorgere in una situazione di illuminazione potrebbe divenire non più ben distinguibille con una luce differente, più o meno si gira sempre intorno agli stessi principi di base.
Poi in linea di massima l'orecchio è più preciso ed analitico rispetto all'occhio che credo si accontenti di meno (basta vedere le differenze tecniche in risoluzione ed S/N tra gli apparecchi video e quelli audio o quanto ci vuole prima di avvertire la compressione jpeg in una foto rispetto ad un tasso analogo di compressione in mp3) però entrambi dovranno inventarsi qualcosa per funzionare anche in presenza di troppi stimoli contemporanei aventi caratteristiche molto differenti tra loro.
Poi a quale meccanismo evolutivo si debba attribuire il tutto non lo so, ho chiesto al mio occhio ma ha fatto orecchie da mercante... Frown

a me sembra un ottimo paragone.

se becco un flash di luce l'occhio si difende esattamente come l'orecchio si difenderebbe da un bang improvviso.
è un gesto automatico di protezione degli apparati, per quanto possibile.
Radioman
quote:
Originally posted by renus
a me sembra un ottimo paragone.

se becco un flash di luce l'occhio si difende esattamente come l'orecchio si difenderebbe da un bang improvviso.

Allo stesso modo in cui (al contrario, e per tornare all'esempio della radio in ambiente silenzioso di partenza) di notte potrei scorgere sia il flash come anche una luce accesa in una casa lontana, mentre di giorno avrei molte più difficoltà nel fare lo stesso.

Chi volesse avere molte più informazioni di dettaglio su come funziona il meccanismo di percezione, mascheramento, isolamento ed estrazione di un suono può leggersi i vari documenti che gli esperti della Dolby hanno scritto nel corso degli anni circa lo sviluppo dei loro riduttori di rumore A, B, C, SR.
Il meccanismo infatti è il medesimo che determina quanto si riesca a percepire il rumore di fondo da solo o in presenza di altri suoni più o meno potenti o vicini in frequenza. Anche nello sviluppo dei vari algoritmi di compressione digitale (mp3, ATRAC, AC3 etc) si sfruttano le caratteristiche di funzionamento non lineare dell'orecchio, quindi altre informazioni si possono trovare approfondendo questi temi.
vitto
Quindi stando a quello che dite si tratterebbe solo di mera meccanica?

Cioè, ad azione corrisponde reazione?
Si attiva la parte rettiliana del cervello...