Credo che la fonte sia
questa.
Ho rilevato una serie di cose che secondo me non vanno bene.
Al primo paragrafo dice che il
mastering serve a dare dettagli e brillantezza al
mix, non a "rinforzare" un
mix non ottimizzato.
Il
mastering non serviva a dare omogeneità a tutti i brani di un album?
Mi sembrano due cose piuttosto differenti.
Come è stato già scritto qui, il sistema proposto dovrebbe servire piuttosto a uno
pseudomastering, che non vuol dire "una cosa che somiglia al
mastering".
Poi dice di lavorare su un file a 24 bit, non vedo perché non a 32 o 64, se disponibili. Forse sottintende che si stia usando una scheda a 24 bit e quindi preferisce non fare conversioni in tempo reale, però di fatto il file del mix poteva contenere più informazioni, che sono state ridotte qui prima di darlo in pasto alla catena che propone.
Poi parla del
DC-Offset che potrebbe essere presente nel file mix,
DC-Offset determinato dalla connessione del convertitore con una scheda sonora ecc.
Anche qui non mi torna: che c'entrano i convertitori, se il mix è un processo di calcolo? Fino a prova contraria, a scheda audio è usata solo per ascoltare, mica siamo in fase di ripresa dove sono coinvolti i convertitori A/D...
Ancora: se il taglio sotto il 30 Hz dovesse servire - come dice lui - a evitare rumori indesiderati nelle basse frequenze, perché mai ci saremmo dovuti portare appresso questi rumori indesiderati per tutto il mix? Per come la sapevo io, quel taglio sotto i 30 Hz serve a ricavare spazio di dinamica per ottenere un Rms più alto, perché in linea di massima le frequenze sotto i 30 Hz difficilmente vengono riprodotte in ascolto e quindi è "potenza sprecata".
Il taglio sopra i 20 kHz invece non lo spiega nemmeno, vabbé.
Il punto dove parla del taglio delle frequenze indesiderate non mi ha convinto per niente, perché di fatto (come mostra l'immagine) si creano dei bei buchi. Poi dice di lavorare in cuffia, con tutte le conseguenze del caso in termini di linearità di risposta, realismo d'ascolto e compagnia bella. Tra l'altro, si contraddice con quanto raccomanda alla fine circa l'uso dell'analizzatore di spettro: "l'intero spettro delle frequenze dovrebbe essere quanto più lineare possibile"... mah, se abbiamo appena perforato come un groviera lo spettro seguendo quel che ci dicono le orecchie e non l'immagine data dall'analizzatore, come si fa a pretendere che ora l'analizzatore ci dia una bella retta?
La riduzione a mono di tutto quel che sta sotto i 300 Hz andrebbe davvero spiegata e motivata, oggi che non ci sono più i limiti meccanici dei vinili. Io la vedo come una "strozzatura" non da poco, perché oltre alle voci, anche gli ambienti hanno frequenze basse e quindi un sacco di cose verrebbero a perdere la loro stereofonia in questo modo. Tra l'altro, per verificare se davvero questa pratica è attuata dai professionisti, prendete un Cd, estraete il wave di una canzone e verificate se davvero le frequenze sotto i 300 (o 250, o altro) Hz sono state ridotte a mono.
L'uso del limiter Waves che suggerisce qui è a dir poco blando: se non deve accendersi la colonnina dell'attenuazione, vuol dire che in pratica il limiter non sta tagliando nessun picco. Anche qui, basta verificare con il suddetto Cd professionale garantito quanto effettivamente la forma d'onda è stata falciata, e falciare vuol dire fare accendere eccome la colonnina dell'attenuazione sul limiter.
Davvero imperdibile il consiglio finale, di non usare Reason per il
mastering...
saluti