Nucleare.
Ormai è troppo tardi. Nel senso che eventuali decisioni che dovevano essere prese trent'anni fa, come al solito nel paese del "tira a campà", non solo non sono state prese, ma sono sate realizzate parzialmente e poi ritrattate e dismesse in maniera incerdibilmente inefficiente alla faccia del contribuente e della miseria nel mondo.
Ora il nucleare è ulteriormente sicuro e la presenza di 36 (trentasei) centrali nucleari nel territorio francese a noi confinante, tenuto conto che un improbabile fallout, a seconda del vento, può raggiungere un raggio di 850 km..., renderebbe di fatto inutile qualsiasi considerazione o diatriba sulla sicurezza o insicurezza.
Occorre capire semplicemente se si vuole provare a risolvere il problema del'energia, oppure se si vuole continuare sulla strada del "tira a campà" senza fare mai nulla, lamentandosi tutti i giorni senza fare altro che opporsi a qualsiasi innovazione.
Non credo che attualmente esistano possibilità di fonti alternative di resa calorimetrica pari al nucleare, a parte la questione dell'alimentazione delle macchine ad idrogeno che, se attuata davvero, visto che esiste già, porterebbe a un ventesimo i costi derivanti dal combustible per autoveicoli.
Sul fotovoltaico ed eolico, okay, è energia pulita, e va benissimo, senonché la resa calorimetrica è bassissima, e ulteriormente insufficiente se si tiene conto che inevitabilmente i consumi energetici salgono e saliranno nei prossimi decenni.
Se qualcuno è stato in USA capisce ciò a cui mi riferisco. Dato che quello che succede in America, e molto spesso solo le cose peggiori, viene da noi importato inevitabilmente a distanza di trent'anni, basterebbe per una volta dare a loro un'occhiata in anticipo per capire realisticamente quale sarà lo scenario futuro: un fabbisogno energetico molto maggiore di quello attuale.
In più, ammettendo di optare per il fotovoltaico o per l'eolico, semplicemente, data l'altissima densità abitativa italiana non risulta per me possibile ritagliare degli spazi neppure lontamente sufficienti né per panelli solari, né per pale eoliche, che attualmente sono sistemi supplementari marginali e posizionati esclusivamente in posti in cui ce ne si può permettere il lusso della scarsa efficienza (vedi Andalucia, con bassa densità e conseguente fabbisogno minimo, più notevoli fondi a disposizione visto che loro il turismo lo sanno fare funzionare).
Ponte di Messina: nello specifico non conosco bene il progetto e quindi mi sembrerebbe una cosa da bar pronunciarmi su qualcosa che non conosco.
Rimane comunque una grande opera pubblica, e le opere pubbliche, se ben realizzate, portano lavoro, generano introiti futuri e portano innovazione e progresso nel rispetto dell'ambiente. guardate quello che ha fatto Norman Foster in Francia, ma di realizzazioni così ce ne sono a decine.
SE BENE REALIZZATE.
Anche qui, per me la questione è come sopra.
Lasciando perdere la questione delle prorità, dato che TUTTO in italia dovrebbe essere una priorità, dato il livello di arretratezza, occorre capire semplicemente se si ha una reale intenzione di cambiare e fare delle cose utili e innovative,
per davvero, oppure andare avanti al "tira a campà".
Il Ponte di Messina è solo un simbolo, è un pretesto più o meno adatto a sottolineare la situazione reale delle opere pubbliche italiane negli ultimi 50 anni.
Che sia il ponte, o qualsiasi altra cosa, l'unica cosa che si ottiene, per ora, è solo un milione di parole, mille dibattiti e zero fatti.
Io vivo a Milano, e a Milano l'ultimo "grattacielo" di una certa importanza architettonica, a parte il Pirelli, è la Torre Velasca. E' del 1963. Solo ora, forse, si realizzeranno opere nuove di un certo livello.
Ci sono voluti ALTRI CINQUANT'ANNI per ottenere e mettere in atto OPERATIVAMENTE un progetto rilevante.
Uguali le grandi autostrade italiane, che sono degli anni sessanta...
Il Ponte , di Messina o di Messona, o la TIV, o la TAV, sono solo pretesti per NON FARE, bensì parlare, pontificare, sindacare e in realtà perdere tempo.
La questione delle presunte infiltrazioni mafiose, ad esempio, è tranquillamente gestibile se lo Stato gestisce in prima persona i subappalti con la Merloni ter che c'è già e tuttle le successive integrazioni.
Solo che bisogna saperlo fare e sopratutto OCCORRE VOLERLO FARE. Il resto sono solo chiacchiere, da una parte e dall'altra.
Divertente il fatto che in USA le isole Keys siano collegate a Miami da una serie di ponti incredibili tra cui il 7 Miles Bridge... e tutto perchè, per fare visitare la casa di Hemingway? O collegare una base aero-navale?
Qui invece nel 2008 si lascia staccata la Sicilia, vabbè. Che sfigati che siamo.
Esempio di opera pubblica utile; la metropolitana. Noi abbiamo tre linee. Roma una e mezza.
E le altre città europee? NON esiste alcuna metropoli europea con meno di 12-15 linee.
Perchè succede questo?
Per un semplice motivo: in Italia
si parla tantissimo e si fa pochissimo.
In più la democrazia "allargata", sacrosanta, fa in modo che il sindaco di un comune possa dire di no alla Provincia, la Provincia possa dire di no alla Regione, la Regione di no allo Stato e via così. E' drammatico, ma se è stato mantenuto tuto così per decenni, mi sembrerebbe incredibile solo riuscire a scardinare l' 1% di questa mentalità devastante.
Questo scenario lavativo, antidecisionista e improduttivo altro non è che la cartina di tornasole di un popolo che, come diceva Enzo Biagi, ha i governanti che si merita, di qualsiasi colore essi siano.
Per me, dati i risultati ad oggi, i governanti degli ultimi quarant'anni sono tutti uguali e devo dire che rimarrei decisamente e positivamente sorpreso se per una volta si iniziasse a FARE qualcosa davvero.
Magari non il Ponte, o quello che è, ma mettere mano seriamente e VELOCEMENTE, senza aprire cento tavole rotonde, a una qualsiasi delle tante emergenze, questo sì.
Questo ci servirebbe, altro che le chiacchiere bla bla bla.
In ogni caso a me fa riflettere una cosa che vedo diffusa in maniera estremamente generalizzata e che è pure palese in un thread apparentemente innocuo come questo.
Contate i no. In questo thread sono tutti no. Sono no e basta. A qualche no si aggiunge qualche lamentino o qualche considerazione (sempre le stesse).
Trovate per caso
una sola proposta costruttiva, realizzabile, innovativa?
No che non la trovate. In questo thread non esiste.
Nessuno propone qualcosa, è troppo facile sapere solo dire di no per poi tornare ognuno al proprio orticello.
E' molto più difficile essere propositivi.
E allora per me è inutile lamentarsi, state perdendo tempo.
Tanto domani vi lamenterete ancora e pure dopodomani.
Ne parlerete e aprirete un bel dibattito, anzi una tavola rotonda.
Opinioni personali, ovviamente.

Teetoleevio