di@blo
Prendo spunto da un mio intervento in un altro post.
Come procedete (passo dopo passo) nel creare composizioni virtuali orchestrali?
Ascoltando questo tipo di composizioni (e cito senza che me ne abbia a male nessuno L.Antonini, GalaxiProject, Homeofthebrave perché li ricordo meglio) mi chiedo sempre: come diavolo fanno? Io sto cercando di imparare a relaizzare per quanto possibile brani orchestrali (mio fratello è il compositore io li riporto solo al pc per una demo), ma anche usando buone librerie sembrano sempre... MIDI. Milgiori dei MIDI questo è ovvio, ma era tanto per capirci.
Ora so che un brano orchestrale è fatto di spazialità, acciacchi, timbriche, insomma un qualcosa di particolarmente complesso, ma quando a volte sento i sopra citati veramente fatico a capire che nn sono veri. Quindi ne traggo la conclusione che cmq è possibile creare ottimi risuiltati.
Non so se sono OT ma quello che vorrei chiedere è: Come procedete in modo sintetico in questo tipo di composizioni?
Tra l'altro sottolineo che L.Antonini disse una volta che lui faceva tutto col mouse, quindi fare qualcosa di buono è possibili anche partendo da un qualcosa di simile come approccio.
Nella pratica cosa fate?
1) scrivo il midi
2) toco le velocity e i rallentamenti
3) carico VST
4) Comincio a toccare EQ etc.
5)...
Insomma quali sono le cose che creano la DIFFERENZA? Soprattutto c'è un qualche link, libro, etc. che parli nella pratica passo passo di questo tipo di composizione virtuale?
Grazie a tutti
TheGrandWazoo
ecco il mio procedimento :
apro Sibelius ( software di notazione musicale )
ricopio ( di solito un paio di battute ) il temino che mi sono segnato per esempio al pomeriggio o che mi e' venuto suonando la chitarra nella chiave di violino
inserisco una introduzione al tema
lo espongo e ci lavoro su
mi faccio prendere dall'immaginazione e visto che a disposizione a livello teorico c'e' il mondo, inserisco tutti gli strumenti che mi vengono
inserisco gli strumenti secondari ( a volte un Diiiiing di triangolo proprio in quella pausa da sedicesimi ci sta' e cambia tutto )
FASE PIU' IMPORTANTE : Inserisco le articolazioni, accenti e agogighe varie, abbellimenti, staccati, segni di espressione, legature
salvo partitura e midi e chiudo tutto per almeno 24 ore.
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Seconda fase
Reimporto il midi di partenza in un sequencer e inizio a farlo suonare con qualche vst
inserisco altre idee " Live "
Se da un analisi emozionale mi rendo conto che per i timbri a disposizione devo cambiare qualcosa nell'arrangiamento, torno al Sibelius, mi rifaccio il midi e vado avanti fino alla prima sensazione di " soddisfazione "
a quel punto blocco tutto.
Decido di lavorarci da solo o di sottoporre la cosa a qualcuno, a seconda del carattere del brano.
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Terza fase :
Editing : Equalizzo ( di solito poco ) , Comprimo ( di solito poco ) , Spazializzo ( abbastanza ) , raggruppo ( fondamentale ) , do' l'ambienza ( moolto importante ) , decido l'angolo di apertura degli strumenti sul piano frontale o delle sezioni ( uso un plugin tipo l'imager della waves ) , piccola ambienza anche sul master bus e via di render.
il demo e' pronto.
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Consigli : Trova qualche testo che ti dia una spinta teorica, io per esempio mi sono acceso da quando mi hanno regalato un libro sulle forme musicali e analisi, e dopo avere comprato il manuale di armonia di Shoemberg .
Raggruppa piu' informazioni possibili su come per esempio Pier Luigi da Palestrina riusciva a creare delle bellissime armonie muovendo poco o niente le parti. Secondo me il moto delle parti e' fondamentale per comprendere su che versante sta' andando il nostro arrangiamento, ascolta tanto Bach, Clementi e Mozart con partiture alla mano, osserva cosa rimane fisso e cosa si muove e perche' e che effetto si ottiene e non ti fermera' nessuno, sono un pozzo di idee incredibili !
Non c'e' pezzo pop che non abbia parti di archi che non citano qualcosa gia' scritto dalla triade che ho nominato prima, secondo me.
di@blo
Intanto grazie 1000 per i consigli e per la descrizione della tua procedura.
Per la parte teorica come dicevo... beh quella spetta più a mio fratello che ormai sta per completare gli studi in composizione e direzione di orchestra.
Io praticamente cerco di ricreare al pc quello che lui "pensa" musicalmente. Solo che è sempre troppo lontano da un qualcosa di decente e allora volevo sapere se dipendeva dal modo di lavorare, dalla mia abilità nell'home recording (che tra l'altro è nulla visto che sto cominciando ora), o da qualsiasi altra cosa nn mi venga in mente.
TheGrandWazoo
eheheh fantastico, non sai quanto lo invidio.....
Sicuramente un buon punto di partenza e' quello di chiedere a tuo fratello le sue principali fonti di ispirazione e di passarti qualche cd che gli piace particolarmente come timbro e impasto orchestrale.
Studia la " concorrenza " ( in senso benevolo ) e magari fatti un giro con tuo fratello al conservatorio cosi' ti fai un idea dei territori sonori a cui doversi avvicinare.
Buona fortuga !
P.S.
Sibelius o Finale dovrebbe conoscerli bene tuo fratello, fatti scrivere le partiture e fatti i midi cosi' hai piu' o meno i suoi pensieri secondo l'esecuzione teorica , poi per i timbri e' questione di trovare i vsti giusti e sperimentare con cognizione di causa fino a trovare la giusta combinazione che ci piace
Collo
Se posso aggiungere una domanda, che in realtà già c'è nel primo intervento di di@blo...
Per scrivere le parti midi io non uso pentagrammi, ma il
piano roll (come si dice in italiano, "rotolo traforato"??). Sto facendo i primi passi in scritture midi che vadano oltre la semplice sequenza di note con variazione della sola velocity, e già ho visto che il principale limite è dato dai Vsti, perché alcuni non tengono conto di altri messaggi inviati dal sequencer (tutti i vari
expression,
portamento ecc.).
La domanda è: conoscete qualche buona guida in rete che aiuti a utilizzare quel che il midi mette a disposizione, senza la mediazione di programmi come Sibelius ecc., per ottenere tutte le variazioni desiderate?
Poi ci sarebbero pure i plugins midi, che fanno un sacco di cose...
di@blo
Infatti nei nostri primi approcci all'orchestrazione virtuale io e mio fratello procediamo così: scrive in finale la partitura, poi io porto su cubase (ma ormai sto cominciando ad usare reaper e non lo lascierò più credo), carico i VST e cominciamo a vedere se quello che suona è simile al suo pensiero.
Probabilmente l'approccio è giusto, solo che tante volte ricreare quello che si pensa è veramente lontano anni luce.
Insomma ho capito che il procedimento che usiamo è giusto, ora mancano le prove e le conoscenze tecnice per cercare di ricreare quello che il cervello ha pensato
tHeJoKeR
La cosa è assai articolata, nello specifico però potrei consigliarti questo interessante libro sull'argomento
http://www.lulu.com/content/1623852
io ho scoperto cose molto interessanti.
ciao!
TheGrandWazoo
| quote: |
Originally posted by Collo
Se posso aggiungere una domanda, che in realtà già c'è nel primo intervento di di@blo...
Per scrivere le parti midi io non uso pentagrammi, ma il piano roll (come si dice in italiano, "rotolo traforato"??). Sto facendo i primi passi in scritture midi che vadano oltre la semplice sequenza di note con variazione della sola velocity, e già ho visto che il principale limite è dato dai Vsti, perché alcuni non tengono conto di altri messaggi inviati dal sequencer (tutti i vari expression, portamento ecc.).
La domanda è: conoscete qualche buona guida in rete che aiuti a utilizzare quel che il midi mette a disposizione, senza la mediazione di programmi come Sibelius ecc., per ottenere tutte le variazioni desiderate?
Poi ci sarebbero pure i plugins midi, che fanno un sacco di cose...
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mi ricordo che su " Audio e Midi " del gruppo editoriale Jackson ( mi sa ormai fuori produzione ma ce l'ho a Palermo una copia ) c'era una bellissima retrospettiva con valori e esempi che confrontavano durate musicali con valori di quantizzazione e tick , se mi capita di scendere a breve magari te lo spedisco e me lo ritorni appena hai finito.
Altra bella guida si trovava in un manualetto da 9 euro preso al supermercato anni fa su cubase ( edizioni oscar copertina viola ) guida pratica.C'era proprio l'esempio di una scrittura , stesura e realizzazione di un pezzo con cubase partendo da zero .
Fondamentalmente oltre la velocity, i parametri gestibili dal piano roll piu' importanti in termini di espressione, credo che siano
sustain
e la maniera di scrivere gli inviluppi tramite gli strumenti curvi ( sinusoide ) o linea
se puo' essere utile potrei fare un piccolo tutorial non ufficiale come io da batterista concepisco la maniera di scrivere le parti di batteria per renderle il piu' vive possibili ( senza le solite str@nz@t3 che scrivono nei libri parlando dell'umanizzazione ovvero quella funzione che ti " Sporca " tramite leggeri errori random l'attacco preciso delle note )
chiaramente venendovi incontro userei solo l'editor delle percussioni o il piano roll di cubase per scrivere le ritmiche di questo ipotetico tutorial in maniera da stimolare la curiosita' di un utente medio nei suoi primi tentativi di scrittura che poi puo' approfondire sicuramente altrove ma con le idee un po' piu' chiare.
TheGrandWazoo
bene, dopo 3 ore circa di sonno ho fatto questo tutorialino che spiega come tramite l'editor delle percussioni di cubase o nuendo ci si possa costruire da zero una parte di batteria ( un rock semplicissimo in quattro quarti ) in meno di 5 minuti , il tono e' estremamente rilassato, purtroppo per chi leggera' , la mattina quando mi alzo ci metto un po' ad acquisire un tono serioso, ad ogni modo ecco dei link dove poterlo scaricare, dentro ci sono dei jpeg numerati in ordine progressivo, quindi per visionare il tutorialino, cliccate sul primo file della cartella ( a proposito, scompattatela prima ) e poi con i tasti freccia della vostra tastiera ( piu' precisamente , freccia destra va avanti e freccia sinistra indietro ) tramite l'anteprima di windroz potete sfogliare i file comodamente seduti a casa vostra.
Ho allegato anche il file di progetto di nuendo per i piu' arditi.
C L I C K 1
C L I C K 2
C L I C K 3
C L I C K 4
ciaoOOoOo
di@blo
A tHeJoKeR:
Conoscevo quel libro e lo volevo prendere, ma non ero sicuro se fosse il classico libro commerciale o se fosse anche per chi come me parte da 0. Quindi tu hai trovato qualcosa di utile lì dentro?
A TheGrandWazoo:
Appena ho aperto il link c'era una lista rdi ragazze che ho provato a scaricare ma... niente
Scherzo. Leggerò tutto appena possibile. E' una cosa che avrei sempre voluto leggere una cosa come il tuo piccolo tutorial per capire come gli altri procedono più o meno.
Ti farei una statua e... ti farò sapere presto se mi è stato utile, ma credo proprio di sì.
Grazie a tutti dei consigli
Rube
Anche io mi sono affacciato da poco a questo tipo di composizioni... Al momento sto provando anche io diverse tecniche... Vedo che bisogna lavorare parecchio per ottenere buoni risultati... Sicuramente qui sul forum c'è gente che sa lavorare benissimo...
Cmq sul mio space (in firma) c'è una cosina che ho fatto tempo fà... adesso sto provando a fare qualcos'altro e appena posso la posto nella sez. work in progress..
Non conoscevo questo libro... dove si può reperire?
Grazie delle info!
Collo
TheGrandWazoo, ora mi guardo gli aiuti che hai creato... Per il libro sei gentile ma davvero non ne vale la pena, male male che non trovo niente in rete nemmeno in inglese (e sarebbe strano, penso) lo cerco sull'Sbn se sta in qualche biblioteca di Roma.
saluti
TheGrandWazoo
il libro in questione e' abbastanza antico, i progressi di adesso lo rendono anacronistico per molti capitoli anche se i fondamenti sono spiegati veramente molto bene e si affrontano anche tutti i collegamenti tra le apparecchiature possibili e immaginabili ( dalla daisy chain ai megasistemi ultra complessi )
il titolo esteso e'
Perotti G., MIDI - Computer e musica, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, 1990
io ho beccato una ristampa di qualche tempo dopo ( meta' anni 90 se non sbaglio ) e devo dire che ai tempi mi e' stato parecchio utile per sperimentare tante cose.
Questa ristampa analizza nei capitoli finali anche il funzionamento in dettaglio del DAT, del minidisc, del compact disk e i sistemi di sincronizzazione smpte e affini.
Ho controllato poco fa ma e' ampiamente fuori catalogo ahime', invece per il tutorialino fatemi sapere cosa ne pensate, parte proprio da zero e descrive la maniera per fare suonare un groove rock in maniera simile a uno strumento suonato e non programmato.
Se vi piace poi ne stampo altri
tHeJoKeR
| quote: |
Originally posted by di@blo
A tHeJoKeR:
Conoscevo quel libro e lo volevo prendere, ma non ero sicuro se fosse il classico libro commerciale o se fosse anche per chi come me parte da 0. Quindi tu hai trovato qualcosa di utile lì dentro?
i |
io l'ho apprezzato parecchio, spiega in modo immediato e pratico degli interessanti concetti,
poi è proprio specifico sull'orchestrazione virtuale
GIACOMO-_
| quote: |
Originally posted by tHeJoKeR
La cosa è assai articolata, nello specifico però potrei consigliarti questo interessante libro sull'argomento http://www.lulu.com/content/1623852
io ho scoperto cose molto interessanti.
ciao! |
Ce l'ho. Libro inutilissimo. Non lo comprate. Sono cose che sa anche un bambino.
Collo
| quote: |
Originally posted by TheGrandWazoo
bene, dopo 3 ore circa di sonno ho fatto questo tutorialino che spiega come tramite l'editor delle percussioni di cubase o nuendo ci si possa costruire da zero una parte di batteria ( un rock semplicissimo in quattro quarti ) in meno di 5 minuti , il tono e' estremamente rilassato, purtroppo per chi leggera' , la mattina quando mi alzo ci metto un po' ad acquisire un tono serioso, ad ogni modo ecco dei link dove poterlo scaricare, dentro ci sono dei jpeg numerati in ordine progressivo, quindi per visionare il tutorialino, cliccate sul primo file della cartella ( a proposito, scompattatela prima ) e poi con i tasti freccia della vostra tastiera ( piu' precisamente , freccia destra va avanti e freccia sinistra indietro ) tramite l'anteprima di windroz potete sfogliare i file comodamente seduti a casa vostra.
Ho allegato anche il file di progetto di nuendo per i piu' arditi.
C L I C K 1
C L I C K 2
C L I C K 3
C L I C K 4
ciaoOOoOo
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Il primo e il quarto (quelli caricati su MegaUpload) sono scaduti, se metti anche quelli su RapidShare scarico tutto, che non avevo fatto a tempo
saluti e grazie
GIACOMO-_
Secondo la mia esperienza la velocity è inutile.
Infatti la velocity è strettamente collegata a come è stato realizzato il campione sonoro che andremo a suonare. Spesso purtroppo i vari "layer" sono pochi, o sbilanciati nel volume.
La velocity è un parametro troppo collegato al timbro che si va a suonare e diventa e spesso diventa difficile controllare la dinamica e l'andamento solo con la velocity, non è un controllo di fino, è troppo legato al timbro ed il timbro reagisce in modo diverso ai vari livelli di velocity.
Noto sempre più spesso che chi orchestra con il PC fa un uso massiccio dell'expression per gestire le dinamiche.
La cosa fondamentale in un parte orchestrata è l'andamento, da non confondersi con il tempo nel senso ritmico. L'andamento è quello che da il direttore d'orchestra, è un flusso, un modo di suonare, la prima cosa da fare è di avere in testa il risultato finale e tracciare subito la traccia tempo come se si stesse eseguendo il brano live, nello stesso istante, come se aveste in mano la bacchetta del direttore d'orchestra.
Altra cosa importante è lavorare su i piani sonori con l'uso dei riverberi, posizionando li strumenti non solo correttamente da destra a sinistra ma anche dal più vicino al più lontano.
smallstudio
Sono leggermente OT ma velocemente, per gli upload e i Download personali di tutti questi file che ci sono molto utili, da moltissimo tempo uso
MEDIAFIRE e mi trovo alla grande.
Ciao
Viky
Collo
| quote: |
Originally posted by smallstudio
Sono leggermente OT ma velocemente, per gli upload e i Download personali di tutti questi file che ci sono molto utili, da moltissimo tempo uso MEDIAFIRE e mi trovo alla grande.
Ciao
Viky |
Aggiungo che, a detta di MediaFire, i files rimangono disponibili per un tempo indefinito.