moscarda
Salve ragazzi.
Io come molti di noi pensiamo che per raggiungere una qualità di mix e di master di un brano musicale occorra avere alla "fonte" un suono già buono.
Questo significa immagino scelta dello strumento giusto con il timbro giusto, scelta del setup dei mcrofoni e della ripresa microfonica, ambiente di acustica ben progettato ecc ecc..
Naturalmente la maggior parte di noi tutte queste procedure non ha la possibilità per mille motivi di seguire e molti di noi vista anche il proliferare del commercio delle librerie di suoni ricorre ai VSTi.
Facendo vari mix può iniziare a capire quali sono le esigenze che il suo mix richiede. Nasce qui il desiderio di acquistare ra un sommatore, ora un compressore, ora un eq ecc ecc.
Es... fa un mix, il mix gli sembra freddo? Allora subito sente la necessità di prendere un valvolare per scaldare il suono...oppure il mix non ha profondita? Pensa allora che gli serve un sommatore...Il mix è confuso e poco chiaro? allora pensa che i transienti dei suoni si perdono da qualche parte nella catena di registrazione ( convertitori, sommatori ecc. ecc. ).
A me nasce spontaneio un dubbio: fosse che tutte queste esigenze sono legate alla sorgente ( VSTi ) che per sua natura imita poco e male lo strumento vero e questo pregiudica tutti i passaggi successivi di acquisizione e registrazione del mix???
Voglio dire: quanta incidenza ha una sorgente virtuale VST appunto sulla definizione e chiarezza di un mix. La plasticosità di molti suoni che spesso registriamo negli studi casalinghi è dovuta proprio ai vst?
Oppure alle somme ITB???
Chi è esperto su questi argomenti???
Marco
Io come molti di noi pensiamo che per raggiungere una qualità di mix e di master di un brano musicale occorra avere alla "fonte" un suono già buono.
Questo significa immagino scelta dello strumento giusto con il timbro giusto, scelta del setup dei mcrofoni e della ripresa microfonica, ambiente di acustica ben progettato ecc ecc..
Naturalmente la maggior parte di noi tutte queste procedure non ha la possibilità per mille motivi di seguire e molti di noi vista anche il proliferare del commercio delle librerie di suoni ricorre ai VSTi.
Facendo vari mix può iniziare a capire quali sono le esigenze che il suo mix richiede. Nasce qui il desiderio di acquistare ra un sommatore, ora un compressore, ora un eq ecc ecc.
Es... fa un mix, il mix gli sembra freddo? Allora subito sente la necessità di prendere un valvolare per scaldare il suono...oppure il mix non ha profondita? Pensa allora che gli serve un sommatore...Il mix è confuso e poco chiaro? allora pensa che i transienti dei suoni si perdono da qualche parte nella catena di registrazione ( convertitori, sommatori ecc. ecc. ).
A me nasce spontaneio un dubbio: fosse che tutte queste esigenze sono legate alla sorgente ( VSTi ) che per sua natura imita poco e male lo strumento vero e questo pregiudica tutti i passaggi successivi di acquisizione e registrazione del mix???
Voglio dire: quanta incidenza ha una sorgente virtuale VST appunto sulla definizione e chiarezza di un mix. La plasticosità di molti suoni che spesso registriamo negli studi casalinghi è dovuta proprio ai vst?
Oppure alle somme ITB???
Chi è esperto su questi argomenti???
Marco