Io sinceramente non comprendo a quale "perdita" tu ti riferisca.
La questione, nella mia analisi sicuramente parziale, è semplice:
Fase A/D
- Ci sono dei convertitori che a seconda della loro bontà e/o tipo di progettazione "reggono meglio o peggio" un segnale molto vicino al clip.
- Il metering della DAW in entrata è spesso impreciso e non ti fa vedere il clip effettivo che avviene nel convertitore, quindi meglio "fidarsi" del led del convertitore, se dedicato.
- Lavry (progettista di convertitori ultra high-end) in ogni caso dice di tenersi lontano dal clip, ma senza perdere troppa gamma dinamica.
- Il giusto compromesso tra non perdere gamma dinamica stando troppo bassi e rischiare di clippare sta nelle equivalenze fin qui segnalate: +4dBu = da -20 a -14 dBFS a piacere a seconda del sistema, con picco dove vuoi, anche oltre lo 0.0 se ti piace il Soft Limit in acquisizione. Io non lo farei, ma è assolutamente consentito dalla legge e con l'Apogee o i Lavry è pure feego.
- In ogni caso il noiseflloor del convertitore A/D pure della sciura Pina è di molte volte inferiore al noisefloor della catena analogica che lo precede. Ergo IMHO basta "ottimizzare" il rapporto s/n della parte analogica. Leva il convertitore. Monitorizza. Quando hai trovato un segnale a basso rumore, con la parte analogica nel suo punto di massima resa sonora, attaccaci il convertitore e vedi tu che fare.
DENTRO LA SCATOLA E CONVERSIONE FINALE D/A
- A 24 bit sostanzialemente puoi modificare il gain in su o in giù in maniera praticamente inaudibile, tenendo conto che se scendi (trimmi verso il basso) hai teoricamente 48 db da poter perdere.
- Ora, dato per scontato che i 144 dB teorici non esistono mai, in quanto la dinamica totale l'avresti solo in condizioni di digital all black, cioè di silenzio totale tra un brano e l'altro su un CD, pare comunque ragionevole perdere almeno 6dB, cioè un bit, una volta nel dominio digitale.
- Se vuoi rischiare, puoi provare a stare a -3dBFS, anche se basta un HPF strano nel mix a farti saltare tutta la questione, senza arrivare ai peak intersample, che interessano PROPRIO IL CONVERTITORE D/A, spiegati scientificamente con un grafico
qui
A questo punto puoi missare come vuoi.
Ed è a questo punto
che scattano le due opzioni: vuoi avere un RMS alto "finale" già nel mix? Dovrai stare sempre altissimo, dovrai controllare i transienti in maniera attentissima e magari usare dei limiter.
Avrai alla fine un mix che sarà difficile trattare in mastering, dato che probabilmente la prima operazione da fare nel mastering vero e proprio sarà quella di ABBASSARE il gain per consentire una prima EQ, eccetera.
Oppure hai la seconda opzione: nel mix sicuramente dovrai essere comunque accorto nel gestire i transienti del digitale, che sono fetenti, ma non avrai il problema dell'impiccagione in alto.
Nel mastering ci sarà probabilmente da fare (e non è comunque detto) una semplice operazione di aumento di gain digitale, che se esporti a 32bit è virtualmente inaudibile, e quindi potrai, in vari modi (o meglio, potrà il tecnico mastering, in diversi modi) aumentare fino a livelli competitivi il "volume" che deriva da un RMS basso in uscita dal mix, ma potenzialmente "alto".
Cioè in parole povere per me l'errore diffuso sta nel volere ottenere a tutti i costi un RMS subito molto alto in mix perchè "si ha paura" di non riuscire ad ottenerlo più in mastering.
Questo porta a non avere molta libertà di azione nel mix, in quanto sei sempre lì ad avere paura del clip e continui a guardare tutto il tempo i meter (che peraltro non sono precisi), anziché stare ad ascoltare.
Per me il top è riuscire ad avere un mix che stia tra i -18 e i -16 dBRMS con picco max di -6dBFS, poi in mastering fai quello che vuoi, altrimenti non ci arrivi più al "volume finale" senza schiantare tutto. Funziona al contrario.
E' in questo senso, che se non vengo frainteso, parlo di RMS potenziale.
Per una conferma, senza dubbio parziale, credo sia interessante leggere questa discussione tra me e un ottimo tecnico, Plec, sul forum
UAD
in cui si parla pure di una "verifica" simulata con un limiter sul masterbus.
Magari è una cavolata, ma è uno spunto.
Il risultato "ottimale" (in un settore in cui l'"ottimale" NON ESISTE

) è questo:
[...] I end up (hopefully) with a mix that have peak levels at around -6dbfs that might shoot up to -4 or -3 in some places. Then when I feel we're coming close to the final whole of the mix I will slap on an L2 or something and see how much the sucker can take before vomiting. Hopefully with no more than 2db limiting I will have an RMS of -12 or better yet -11, and it won't sound objectively BAD if I push it up to -10 or -9, which means that what I'm sending off to mastering, after removing all limiting and other loudness crap, will have peaks at -6dbfs and an RMS value of something like -18dbfs. "
Quindi spero bene di arrivare ad un mix che abbia livelli di picco intorno a -6dBFS, e che sfiori i -4 o -3 in alcuni punti. Quando capisco di essere ormai vicino al mix finito, "sparo" un L2 o qualcosa di simile e osservo quanto resiste lo schifoso prima che mi faccia vomitare.
Con un massimo di 2 dB di limiting ho la speranza di ottenere un RMS di -12, o ancor meglio, di -11 e questo oggettivamente non suonerà MALE se lo spingo a -10 o -9,il che significa che quello che mando a masterizzare, una volta tolto il limiting ed ogni altro pessimo trucco per ottenere volume, avrà picchi intorno a -6dBFS e un valore RMS circa intorno a -18dBFS.
Che tra parentesi è il valore a cui qualche volta ha accennato Pape.
Io sono su questa linea. Poi è giusto e legittimo che ognuno faccia come vuole anche se credo assolutamente che l'80% della pessima fama del digitale siano i livelli sempre a canna e le cavolate tipo fare clippare apposta il convertitore.
Attenzione, non ho detto che qualche ME non lo faccia, ma io eviterei questa pratica a meno che non si abbia un motivo particolare e più che valido.
Spero di avere dato qualche spunto in più, e soprattutto "fatti pratici, non pugn**te! "
Se invece è una cosa noiosa, la finisco tranquillamente qui e potete parlare della questione di Nyquist.

Teetoleevio