_RaR_
D'accordo con cubasemastersx e visti alcuni post che richiedono chiarezza, abbiamo deciso di postare un piccolo tutorial sui microfoni che ho scritto su un altro forum.
In quell'ambito, la minore preparazione di chi leggeva(rispetto agli utenti UAR), mi ha "costretto" ad essere meno tecnico possibile e probabilmente meno preciso. Ma abbiamo pensato col buon cub che potesse comunque essere una base decente di partenza per potere ampliata qui.
Quindi ci aspettiamo contributi di tutto coloro i quali vorranno dare una mano alla crescita della community e che correggano/integrino le probabili imprecisioni che troveranno sul mio post. (es : non viene fatto menzione dei mic valvolari)
Si parte.
Cominciamo col dire che ogni microfono nasce per un uso specifico : esistono microfoni per la voce, per gli strumenti, per le riprese di ambiente. Pur essendo vero questo è abbastanza evidente che nessuno ci vieta di usare un microfono per ambiti diversi, ovviamente a discapito della qualità, o magari perché siamo alla ricerca di sonorità particolari.
Un microfono altro non è che un apparecchio in grado di trasformare un suono (nella sua accezione più comune) in un segnale elettrico. Questo segnale sarà poi destinato ad altre apparecchiature, per poi essere riprodotto da diffusori (casse, monitor, hifi ecc ecc)
E’ importante sottolineare quindi che un microfono per poter funzionare ha bisogno di essere collegato ad un apparato in grado di analizzare l’impulso elettrico che esce dal microfono e restituire nel modo più fedele possibile ciò che lo stesso ha “catturato” per noi.
Esistono 3 tipi di microfono, essenzialmente :
Ciò che distingue essenzialmente i 3 tipi di microfono è la tecnologia della capsula che è delegata a catturare il suono stesso :
il microfono dinamico, utilizza un diaframma di metallo immerso in un campo magnetico, e la variazione di energia sonora (pressione) che lo stesso capta fa muovere il diaframma. Questo spostamento genera l’impulso elettrico che traduce il suono.
Il microfono a condensatore è basato invece su un dielettrico composto di 2 lamine, una fissa (generalmente) l’altra mobile.
La pressione sonora fa si da muovere la lamina mobile, e la differenza di tensione che si viene a creare tra le lame genera il segnale elettrico (per movimento di elettroni all’interno del dielettrico). Non a caso ho citato la differenza di tensione : un condensatore è un elemento che deve essere sollecitato con una corrente, e infatti ogni microfono a condensatore ha bisogno di essere alimentato (spesso hanno batterie all’interno, o usano l’alimentazione Phantom a 48V di cui molti mixer e molti preamplificatori sono dotati). Senza alimentazione, questi microfoni non suonano!!!!!
Nei microfoni a nastro il diaframma è un sottilissimo nastro ondulato, posto anch’esso in un campo magnetico generato da un magnete permanente.Essendo il nastro sottilissimo, genera una tensione più bassa dei microfoni a bobina mobile .Di norma questi microfoni sono più costosi e molto più delicati.
I microfoni variano prezzi e caratteristiche rispetto alla loro risposta.
Più è fedele tale risposta, più i microfoni sono pregiati e costosi (in linea di massima...)
L'orecchio umano è in grado di percepire frequenze che variano da 35-40 Hz a 20.000 Hz. Cionondimeno in natura esistono suoni che sono al di fuori di questo range, ma il nostro orecchio non è in grado di percepirli. E' il caso dei famosi ultrasuoni, perfettamente udibili dai cani, ma non dai padroni
Come si fa allora a capire se un microfono è fedele o no ?
Ci vengono incontro i famigerati diagrammi di risposta. Ogni microfono è accompagnato da un diagramma che riporta in ordinata i dB (il volume che è in grado di percepire) e in ascissa le frequenze.

Addirittura, alcuni schemi riportano più grafici, dipendenti dalla distanza della fonte sonora (la voce, ad esempio) : è infatti noto che al diminuire della distanza aumenta il cosiddetto effetto di prossimità che aumenta la percezione delle basse frequenze

La teoria ci dice che questi diagrammi per rappresentare il microfono IDEALE (in grado cioè di essere perfettamente fedele) dovrebbero essere perfettamente piatti. In realtà questo è un limite teorico e pochissimi microfoni riescono ad essere perfettamente lineari nell'intero spettro udibile.
Oltre alla divisione nelle categorie dei microfoni dinamici, a condensatore e a nastro, i microfoni si possono dividere in altre categorie che ci riporteranno a capire "diagrammi polari".
Queste categorie sono indipendenti dal fatto che un microfono sia a condensatore o dinamico e determinano la quantità di suono che il microfono capta nei 360°.
I microfoni si possono quindi suddividere anche in:
Cardioidi:
Il diagramma polare è a forma di cuore (da qui il nome cardioide) e il microfono non percepisce il suono proveniente da dietro o lo attenua. (esempi: SM58 cardioide-dinamico e SM86 cardioide-condensatore)
Super cardioidi:
Diagramma polare simile al cardioide ma più schiacciato tuttavia riceve un po' più di segnale da dietro.
Iper cardioide:
Come il supercardioide ma in maniera più accentuata.
Esistono anche altre categorie, ma non sono usate nell'utilizzo vocale e comunque sono per lo più microfoni ambientali a condensatore.
L' acquisto di un microfono dovrebbe essere quindi fatto dopo aver vagliato oltre ai diagrammi di risposta e polari anche le altre variabili delle caratteristiche tecniche, quali:
Variabili di rumore interno dovuto alla circuiteria e all'elettronica che crea sempre un disturbo seppur minimo (misurato in dBu) minore è il valore meglio è.
Variabile di sensibilità (misurato in mV/Pa) che misura il grado di accuratezza di convertire un segnale del microfono in oggetto, in questo caso il valore più grande indica il microfono migliore.
Questi due valori sono comunque maggiori nei microfoni a condensatore in quanto questi avendo più circuiteria sono più soggetti ad aver un rumore interno e d'altro canto però hanno un valore di sensibilità a volte doppio rispetto ai dinamici.
Da ultimo, c'è da valutare anche il paramentro distorsione: ovviamente minore è la distorsione, maggiore è la qualità del suono, indipendentemente dal genere musicale che si faccia: se si vuole una voce "sporca" bisogna utilizzare un pre, non un microfono di m.....
i collegamenti :
quasi tutti i microfoni (ad esclusione di certi modelli condensatore/nastro che hanno attacchi non-standard) hanno questo attacco :

Questo attacco è detto XLR o Cannon.
Per usare i nostri microfoni abbiamo bisogno di un cavo. Per i microfoni ne esistono di 2 tipi


quello che cambia nei 2 cavi è la terminazione opposta al microfono : in un caso è ancora Cannon (ma maschio), nell'altro è il classico jack.
Cosa cambia?
Beh parecchio.
Su un cavo Cannon-Cannon passa un segnale BILANCIATO. Cioè passa un segnale positivo su un polo, uno negativo su un altro e sul terzo la massa. Senza entrare in dettagli tecnici, il cablaggio è fatto in modo che i disturbi lungo il cavo si compensivo a valle dei 3 poli : si ottiene un segnale raddoppiato in potenza (+6dB), meno disturbato e meno deteriorabile anche seil cavo è lungo parecchi metri (>10)
Inoltre su un cavo cannon-cannon è possibile far viaggiare l'alimentazione phantom (48V) per i condensatori.
Tutti questi vantaggi non sono riscontrabili sull'altro cavo (Cannon-Jack) : in sostanza il segnale è più debole, il cavo piu lungo di tanto non si può fare perchè si deteriora il segnale, non si può far passare la phantom.
Va da se che se avete un mixer con attacchi sia cannon che jack scegliete il cannon per i microfoni. I cavi costano la stessa cifra
In quell'ambito, la minore preparazione di chi leggeva(rispetto agli utenti UAR), mi ha "costretto" ad essere meno tecnico possibile e probabilmente meno preciso. Ma abbiamo pensato col buon cub che potesse comunque essere una base decente di partenza per potere ampliata qui.
Quindi ci aspettiamo contributi di tutto coloro i quali vorranno dare una mano alla crescita della community e che correggano/integrino le probabili imprecisioni che troveranno sul mio post. (es : non viene fatto menzione dei mic valvolari)
Si parte.
Cominciamo col dire che ogni microfono nasce per un uso specifico : esistono microfoni per la voce, per gli strumenti, per le riprese di ambiente. Pur essendo vero questo è abbastanza evidente che nessuno ci vieta di usare un microfono per ambiti diversi, ovviamente a discapito della qualità, o magari perché siamo alla ricerca di sonorità particolari.
Un microfono altro non è che un apparecchio in grado di trasformare un suono (nella sua accezione più comune) in un segnale elettrico. Questo segnale sarà poi destinato ad altre apparecchiature, per poi essere riprodotto da diffusori (casse, monitor, hifi ecc ecc)
E’ importante sottolineare quindi che un microfono per poter funzionare ha bisogno di essere collegato ad un apparato in grado di analizzare l’impulso elettrico che esce dal microfono e restituire nel modo più fedele possibile ciò che lo stesso ha “catturato” per noi.
Esistono 3 tipi di microfono, essenzialmente :
- il microfono dinamico.
- il microfono a condensatore.
- il microfono a nastro (o ribbon)
Ciò che distingue essenzialmente i 3 tipi di microfono è la tecnologia della capsula che è delegata a catturare il suono stesso :
il microfono dinamico, utilizza un diaframma di metallo immerso in un campo magnetico, e la variazione di energia sonora (pressione) che lo stesso capta fa muovere il diaframma. Questo spostamento genera l’impulso elettrico che traduce il suono.
Il microfono a condensatore è basato invece su un dielettrico composto di 2 lamine, una fissa (generalmente) l’altra mobile.
La pressione sonora fa si da muovere la lamina mobile, e la differenza di tensione che si viene a creare tra le lame genera il segnale elettrico (per movimento di elettroni all’interno del dielettrico). Non a caso ho citato la differenza di tensione : un condensatore è un elemento che deve essere sollecitato con una corrente, e infatti ogni microfono a condensatore ha bisogno di essere alimentato (spesso hanno batterie all’interno, o usano l’alimentazione Phantom a 48V di cui molti mixer e molti preamplificatori sono dotati). Senza alimentazione, questi microfoni non suonano!!!!!
Nei microfoni a nastro il diaframma è un sottilissimo nastro ondulato, posto anch’esso in un campo magnetico generato da un magnete permanente.Essendo il nastro sottilissimo, genera una tensione più bassa dei microfoni a bobina mobile .Di norma questi microfoni sono più costosi e molto più delicati.
I microfoni variano prezzi e caratteristiche rispetto alla loro risposta.
Più è fedele tale risposta, più i microfoni sono pregiati e costosi (in linea di massima...)
L'orecchio umano è in grado di percepire frequenze che variano da 35-40 Hz a 20.000 Hz. Cionondimeno in natura esistono suoni che sono al di fuori di questo range, ma il nostro orecchio non è in grado di percepirli. E' il caso dei famosi ultrasuoni, perfettamente udibili dai cani, ma non dai padroni
Come si fa allora a capire se un microfono è fedele o no ?
Ci vengono incontro i famigerati diagrammi di risposta. Ogni microfono è accompagnato da un diagramma che riporta in ordinata i dB (il volume che è in grado di percepire) e in ascissa le frequenze.

Addirittura, alcuni schemi riportano più grafici, dipendenti dalla distanza della fonte sonora (la voce, ad esempio) : è infatti noto che al diminuire della distanza aumenta il cosiddetto effetto di prossimità che aumenta la percezione delle basse frequenze

La teoria ci dice che questi diagrammi per rappresentare il microfono IDEALE (in grado cioè di essere perfettamente fedele) dovrebbero essere perfettamente piatti. In realtà questo è un limite teorico e pochissimi microfoni riescono ad essere perfettamente lineari nell'intero spettro udibile.
Oltre alla divisione nelle categorie dei microfoni dinamici, a condensatore e a nastro, i microfoni si possono dividere in altre categorie che ci riporteranno a capire "diagrammi polari".
Queste categorie sono indipendenti dal fatto che un microfono sia a condensatore o dinamico e determinano la quantità di suono che il microfono capta nei 360°.
I microfoni si possono quindi suddividere anche in:
Cardioidi:
Il diagramma polare è a forma di cuore (da qui il nome cardioide) e il microfono non percepisce il suono proveniente da dietro o lo attenua. (esempi: SM58 cardioide-dinamico e SM86 cardioide-condensatore)
Super cardioidi:
Diagramma polare simile al cardioide ma più schiacciato tuttavia riceve un po' più di segnale da dietro.
Iper cardioide:
Come il supercardioide ma in maniera più accentuata.
Esistono anche altre categorie, ma non sono usate nell'utilizzo vocale e comunque sono per lo più microfoni ambientali a condensatore.
L' acquisto di un microfono dovrebbe essere quindi fatto dopo aver vagliato oltre ai diagrammi di risposta e polari anche le altre variabili delle caratteristiche tecniche, quali:
Variabili di rumore interno dovuto alla circuiteria e all'elettronica che crea sempre un disturbo seppur minimo (misurato in dBu) minore è il valore meglio è.
Variabile di sensibilità (misurato in mV/Pa) che misura il grado di accuratezza di convertire un segnale del microfono in oggetto, in questo caso il valore più grande indica il microfono migliore.
Questi due valori sono comunque maggiori nei microfoni a condensatore in quanto questi avendo più circuiteria sono più soggetti ad aver un rumore interno e d'altro canto però hanno un valore di sensibilità a volte doppio rispetto ai dinamici.
Da ultimo, c'è da valutare anche il paramentro distorsione: ovviamente minore è la distorsione, maggiore è la qualità del suono, indipendentemente dal genere musicale che si faccia: se si vuole una voce "sporca" bisogna utilizzare un pre, non un microfono di m.....
i collegamenti :
quasi tutti i microfoni (ad esclusione di certi modelli condensatore/nastro che hanno attacchi non-standard) hanno questo attacco :

Questo attacco è detto XLR o Cannon.
Per usare i nostri microfoni abbiamo bisogno di un cavo. Per i microfoni ne esistono di 2 tipi


quello che cambia nei 2 cavi è la terminazione opposta al microfono : in un caso è ancora Cannon (ma maschio), nell'altro è il classico jack.
Cosa cambia?
Beh parecchio.
Su un cavo Cannon-Cannon passa un segnale BILANCIATO. Cioè passa un segnale positivo su un polo, uno negativo su un altro e sul terzo la massa. Senza entrare in dettagli tecnici, il cablaggio è fatto in modo che i disturbi lungo il cavo si compensivo a valle dei 3 poli : si ottiene un segnale raddoppiato in potenza (+6dB), meno disturbato e meno deteriorabile anche seil cavo è lungo parecchi metri (>10)
Inoltre su un cavo cannon-cannon è possibile far viaggiare l'alimentazione phantom (48V) per i condensatori.
Tutti questi vantaggi non sono riscontrabili sull'altro cavo (Cannon-Jack) : in sostanza il segnale è più debole, il cavo piu lungo di tanto non si può fare perchè si deteriora il segnale, non si può far passare la phantom.
Va da se che se avete un mixer con attacchi sia cannon che jack scegliete il cannon per i microfoni. I cavi costano la stessa cifra