birboblu
Posto questo trehad perché secondo me utile e illuminante.
Allora, un anno e mezzo fa ho registrato in studio alcuni pezzi con la fortuna di avere alle chitarre un grandissimo (Mina, Venditti, Patti Pravo, Concato ed altri) per motivi di amicizia.
Quando andiamo a fare le acustiche c’era in studio una Martin D-28 (che era sua) e la mia Martin DX1 (la serie più economica Martin ma Made in Usa, ad oggi si trova a meno di mille euro). Lui in un break tra un take e l’altro la imbraccia e ne rimane (non esagero) molto impressionato, tanto da dire “ammazza quanto suona!”. Fatto sta che decide di posare la D-28 e di registrare con la mia chitarra, giusto microfonandola nemmeno chissà come (potete ascoltare il risultato sul mio space, il brano è L’iniezione vitale). Tempo dopo, vado da un fior di liutaio (questo) a montare sulla Martin DX-1 un B-band. Anche lui ne rimane davvero colpito e mi dice in soldoni che la scelta è "paracula, vincente e da alzare le mani": pochissimi fronzoli (infatti la chitarra è nuda e cruda, non ha nessun abbellimento), legno massello sulla tavola (che dice lui è il polmone dello strumento, da dare il 90% del suono, fondo e fasce che in questo caso non sono di legno vero, contano molto meno), manico e soprattutto paletta fatta in più pezzi e ingenieristicamente davvero al meglio e in modo da ottimizzare davvero la possibilità del suono. Risultato: suona e di brutto con grande pasta e tanti armonici. La stessa esperienza tra l'altro è comune ad altri possessori di questo strumento (guarda qui).
Insomma, io mi ci trovo benissimo, ho avuto anche altre acustiche di ottimo livello, ma questa si suona davvero bene, da spenta alla grande, live ora col b-band ancora meglio, ma soprattutto suona davvero Martin.
Insomma questa esperienza mi dice che gli strumenti bisogna sentirli suonare, provarli e a volte non è detto che a suonare siano necessariamente quelli da svenarsi.
Ciao a tutti!
Allora, un anno e mezzo fa ho registrato in studio alcuni pezzi con la fortuna di avere alle chitarre un grandissimo (Mina, Venditti, Patti Pravo, Concato ed altri) per motivi di amicizia.
Quando andiamo a fare le acustiche c’era in studio una Martin D-28 (che era sua) e la mia Martin DX1 (la serie più economica Martin ma Made in Usa, ad oggi si trova a meno di mille euro). Lui in un break tra un take e l’altro la imbraccia e ne rimane (non esagero) molto impressionato, tanto da dire “ammazza quanto suona!”. Fatto sta che decide di posare la D-28 e di registrare con la mia chitarra, giusto microfonandola nemmeno chissà come (potete ascoltare il risultato sul mio space, il brano è L’iniezione vitale). Tempo dopo, vado da un fior di liutaio (questo) a montare sulla Martin DX-1 un B-band. Anche lui ne rimane davvero colpito e mi dice in soldoni che la scelta è "paracula, vincente e da alzare le mani": pochissimi fronzoli (infatti la chitarra è nuda e cruda, non ha nessun abbellimento), legno massello sulla tavola (che dice lui è il polmone dello strumento, da dare il 90% del suono, fondo e fasce che in questo caso non sono di legno vero, contano molto meno), manico e soprattutto paletta fatta in più pezzi e ingenieristicamente davvero al meglio e in modo da ottimizzare davvero la possibilità del suono. Risultato: suona e di brutto con grande pasta e tanti armonici. La stessa esperienza tra l'altro è comune ad altri possessori di questo strumento (guarda qui).
Insomma, io mi ci trovo benissimo, ho avuto anche altre acustiche di ottimo livello, ma questa si suona davvero bene, da spenta alla grande, live ora col b-band ancora meglio, ma soprattutto suona davvero Martin.
Insomma questa esperienza mi dice che gli strumenti bisogna sentirli suonare, provarli e a volte non è detto che a suonare siano necessariamente quelli da svenarsi.
Ciao a tutti!