valevi
Io sono un batterista, che da poco anche studio le varie tecniche di registrazione. La mia domanda mi serve sia come batterista per sapere cosa vogliono i tecnici, sia come fonico per imparare e capire meglio.
Quando vi ritrovate ad amplificare i tom di una batteria di qualità ottima, quindi molto risonante, cosa preferite meglio:
1) Dei tom che suonano il più possibile, accordati con la maggior risonanza/decay/sustain/coda possibile, anche se con poco attacco e poi agite con i processori di segnale?
2) Dei tom accordata in maniera congeniale, in modo che sia facile tirarne fuori un suono, quindi con una decay abbastanza corta (tipo Yamaha 9000 Recording Custom) e con molto attacco?
Io uso Pearl Masters Custom, i quali tom come i più esperti sapranno, hanno molta risonnza e poco attacco, dato dall'acero....e quindi adesso che studio quando l'amplifico ho un pò di problemi da fonico...quando faccio il batterista in studio ci pensano i fonici e mi mettono gli scotch sulle pelli.
Ditemi voi esperti!
cubasemastersx
Allora...la regola è questa...in studio il suono da registrare deve essere già buono in partenza, quindi il suono ripreso deve essere più o meno quello che si vuole ottenere in registrazione, senza nascondersi dietro il fatto che "tanto dopo ci sono i processori di segnale".
Soprattutto la batteria, uno degli strumenti più "contestualizzati" a seconda del genere.
L'accordatura e il suono di partenza sono fondamentali per un buona lavoro.
Di norma, tom con le code molto lunghe sono un problema, quindi, già a priori devi controllarne le code.
Ricorda che la cosa di primaria importanza e che il suono piaccia a te e al fonico già al naturale, nella stanza dove registrerai...senza microfoni, deve suonare bene di suo.
spero di essere stato d'aiuto.
novalium
La seconda che hai detto!
marescotti
il 90% del suono risiede proprio nell'attacco quindi avere un attacco troppo lento significa perdere informazioni vitali per un buon suono.
avere delle code troppo lunghe è controproducente anche se poi ognuno c'ha i suoi gusti.
quindi opterei per l'opzione 2
corado
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Originally posted by valevi
Io sono un batterista, che da poco anche studio le varie tecniche di registrazione. La mia domanda mi serve sia come batterista per sapere cosa vogliono i tecnici, sia come fonico per imparare e capire meglio.
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una buona batteria ben accordata ma
sopratutto
un buon batterista
ecco cosa vogliono i tecnici
ho lavorato con un signore
grosso grosso afroamericano jazzista
che aveva un suono talmente bello
che in ripresa non utilizzavo nè eq
nè processoti di dinamica
vi giuro che il suono
esplodeva dalle casse
p.s.
il nome del batterista è ........
elettrico
PTOPRoJect
Non posso che quotare Corado...anch'io conosco un tipo così...
Comunque tornando alle opzioni, anch'io darei una preferenza alla seconda anche perchè se il Tom è molto risonante è facile che non si ammutolisca mai (leggi: nota continua quando suoni altro) creando "fango".
Il che comporta l'obbligo di usare un gate/expander per levare il bovino latente (muuuuuu)
Mancando l'attacco però è difficoltoso il settaggio e via così a farsi del male..
In studio puoi gestire con i vari rim, scotch ecc..ma in live è un pò più complicato (soprattutto se sei in corsa come al 90% dei casi)
UrukHai
non mi ritengo un fonico, ma lavoro con un fonico e noto che il modo migliore per cacciare un buon suono sia controllando molto le risonanze soprattutto di toms e snare... delle volte vengono ragazzetti a fare demo che vogliono a tutti i costi i suoni della loro batteria portando in studio toms osceni... che con tutto lo scotch che ci si mette diventano tipo arlecchino! ahaahh
questo per dire... fate fà ai fonici.. il suono che desiderate lo si può ricavare dopo...
cia
cubasemastersx
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Originally posted by UrukHai
questo per dire... fate fà ai fonici.. il suono che desiderate lo si può ricavare dopo...
cia
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scusa Hurukai...dissento e mi autoquoto.
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Postato da me medesimo
in studio il suono da registrare deve essere già buono in partenza, quindi il suono ripreso deve essere più o meno quello che si vuole ottenere in registrazione, senza nascondersi dietro il fatto che "tanto dopo ci sono i processori di segnale". |
senza polemiche, è il mio punto di vista.
ciao
UrukHai
oi mastro del cubo
ti quoto anche io!!
mi sono espresso MOLTO male... e anche per me vale il partire già da un buon suono che si è già a 1/3 dell' opera!
dire "il suono lo si ottiene dopo" era rivolto a chi porta in studio strumenti indecenti, magari ragazzi poco esperti...
ciau
cubasemastersx
non mi ci fare pensare!!! Mercoledì avrò un bel da fare con una yamaha stage custom che ha la cassa che suona come un timpano da 16 accordato a mo di cassa...non ha bassi manco a pagare!
TheGrandWazoo
una delle mie batterie e' una stage custom ma mi sembra che abbia proprio i bassi al posto giusto ! Non e' che la pelle e' parecchio usurata o il battente e' di legno ?
P.S.
il mio e' il modello vecchio della stage custom, quello coi tiranti lunghi.
Io adoro suonare con diverse accordature, ma quando c'e' da registrare evito di scendere troppo in basso con le pelli, perche' se noi abbiamo l'effetto cocktail party integrato, i mic e i sistemi di ripresa no !
Un trick per la cassa se si vuole bassa e profonda penso che sia quello di trovare la frequenza di risonanza ottimale ( cioe' il miglior rapporto di accordatura tra la pelle battente e la pelle risonante dove il tamburo da' il meglio di se e ha un sostegno importante ) e inserire un cuscino ( una volta dal vivo ho usato con successo anche il mio giubotto di pelle nera ) che tocchi solo la pelle risonante disponendolo a forma di U dal basso verso l'alto.
Se si ha un orecchio particolarmente sviluppato si vedra' che c'e' una certa ricorrenza tra misura del fusto-profondita' e frequenza ( io per esempio mi accordo con il piano o il basso o la chitarra e se voglio mantenermi nella norma, non mi allontano da 1 tono o 1 tono e mezzo di differenza tra battente e risonante sulla stage custom ) .
Scusate se mi sono dilungato, anche io sono ad ogni modo per la seconda opzione e penso che il tocco del batterista possa da solo condizionare di un buon 90 % il timbro ( logicamente parlando, forze diverse applicate sullo stesso tamburo, daranno risultati timbrici abbastanza diversi, pacche troppo troppo forti soffocheranno le risonanze " Buone " , colpi troppo mosci non tireranno fuori degli armonici " Buoni " e via dicendo senza contare l'importanza della tipologia della bacchetta in sinergia con tutto il resto )
cubasemastersx
hai ragione mi sono sbagliato, non è una stage custom...è una boh...comunque non ha i tiranti lunghi...sono tipo quelli della Oak Custom (che ha la cassa più tonda e potente che abbia mai sentito).
grazie per i consigli, ma non la accordo io la batteria

c'è gente molto pignola in studio con me che la sa lunga sulla batteria!
Non si potrà dire lo stesso di chi la suonerà domani
Ciao.
valevi
Mi sembra di capire che più che dare lavoro ai tecnici, di smorzare, compressare, equalizare ecc ecc, meglio questo lavoro farlo noi batteristi agendo sull accordatura, applicando anche qualche anello stoppante sulle pelli se ce ne fosse di bisogno. Giusto?
In questi giorni ho fatto diverse prove, applicando i gate sui tom, con attacco veloce e rilascio di ciamo medio, poi riducendo di 3/4 db con l'equalizazione sui 100 hz, con campanatura di 1,5. Sto ottenendo dei miglioramenti, ma sembra che i tom perdano un pò di corposità. Avete dei consigli su come agire, tra eq, gate e comp con questi tom?
Se volete vi posto un file in cui li faccio suonare nudi e crudi, microfonati con SM57.
Grazie!
novalium
I tom li scaverei un pochino più in alto, almeno oltre i 200hz. Magari anche intorno ai 300hz. Un pochino di enfasi sulla loro punta poi è fondamentale (diciamo intorno ai 300hz).