Archverb
Ecco come promesso nel 3d in Bourbon Street lo schema del Lab Series L5, 7, 9, 11. A mio avviso (tra quelli che ho conosciuto) il miglior ampli per chitarra a stato solido mai realizzato; almeno per il blues.
Spero sia sufficiente, visto che per me è arabo
Schema-1
Schema-2
Sarebbe possibile riprodurlo fedelmente, al massimo con qualche piccola variante..miglioria? A costi umani?
perpi81
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Originally posted by Archverb
Sarebbe possibile riprodurlo fedelmente, al massimo con qualche piccola variante..miglioria? A costi umani?
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gli schemi non li quoto perchè non ci capisco una cippa
però farebbe gola anche a me avere un piccolo solid state a casina...giusto per fare qualche confronto
A.
Radioman
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Originally posted by Archverb
Sarebbe possibile riprodurlo fedelmente, al massimo con qualche piccola variante..miglioria? A costi umani? |
Per prima cosa diciamo che in linea di massima quello schema è replicabile, non ci sono componenti strani, fuori mercato o che non abbiano equivalenti spesso anche migliori. Dato che ci sono anche i disegni dei circuiti stampati non sarebbe neppure difficilissimo rifarli, tutto sta a mettersi a farli.
Piuttosto bisogna capire cosa è che era più particolare in quel progetto, se il pre o l'ampli.
Questo perchè il pre ha una circuiteria non usuale, il controllo toni del Ch 2 ha uno stadio medi parametrico e soprattutto può sfruttare un filtro multiplo (i 6 triangolini messi in fila verticale) che dovrei simulare al pc per poter dire con precisione che trattamento applichi al suono, quindi ciò che è importante capire è se tutto questo contribuisca in maniera sensibile al senso di qualità complessivo, o se anche escludendolo o usando il canale 1 (più tradizionale) il risultato sia ugualmente valido.
Se così fosse allora il principale responsabile del suo suono diventa per forza di cose il finale.
In merito a questo si può dire che è un classico schema di amplificatore di potenza (con protezione in corrente) uguale a quelli che si trovano anche negli stereo da casa per cui se suona meglio della media la cosa forse è da ricercarsi nel fatto che è un 150W su 8 ohm, 300W su 4 (a pieno carico) e quindi è molto difficile portarlo in distorsione almeno finchè si suona coi normali livelli (a confronto quanti sono i valvolari in grado di raggiungere simili potenze ?) e soprattutto perchè utilizza ben 4 coppie di finali (gli 8 + 2 cerchietti sulla destra) che dovrebbero permettergli di erogare potenze impulsive di più di 1kW prima dell'intervento della protezione. Probabilmente è questo che lo rende più performante rispetto alla media degli altri finali per chitarra, il sovradimensionamento dello stadio di uscita (in analogia a quanto accade nei migliori finali da impianto casalingo), il fatto che anche se possono bastare una o due coppie di finali per raggiungere i dati di targa ne vengono montati parecchi di più proprio per distribuire il lavoro, aumentare il fattore di smorzamento (bassi più pronti e frenati) e pilotare con più robustezza l'altoparlante durante i bruschi picchi, istanti nei quali l'impedenza del cono scende molto sotto il valore nominale dei 4 od 8 ohm rappresentando quasi un cortocircuito e mettendo più in crisi gli stadi di uscita.
Archverb
Grande risposta Radioman; ammetto che, da povero chitarrista ignorante, ho bisogno di studiarmela per bene.
Comunque è gia molto di più di quello potessi sperare
Spero che vorrai far parte del comitato,..anzi, perchè no!, partito: "rifacciamo il LAB"
Avremmo un programma deciso e chiaro comprensibile da tutti gli italiani
perpi81
magari visto che la circuitazione sembra replicabile potremmo fare un'ulteriore passo tipo quantificare la spesa sia per la componentistica sia per l'eventuale chassis, e per il o i coni (un bel combo solid state 2x12

)
che dite è una cosa fattibile?
A.
Archverb
Se in seguito dovessimo decidere una simile eventualità, magari con molte adesioni, figurati... se non ci sto
Ne prendo uno ai funghi e due margherita
tgambini
Altrimenti per semplificarsi la vita si potrebbe realizzare solo il pre e fare un finale a integrati ....
perpi81
beh,
se arriviamo a costruirlo tanto vale che lo repliciamo fedelmente, sia nel pre che nel finale
A.
Archverb
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Originally posted by perpi81
se arriviamo a costruirlo tanto vale che lo repliciamo fedelmente, sia nel pre che nel finale
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Infatti; comunque intanto andrei per gradi, a cominciare dall'impostazione data da Radioman; tesa appunto a "capire" per poi "farci capire" i perchè di questo ampli.
Radioman
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Originally posted by tgambini
Altrimenti per semplificarsi la vita si potrebbe realizzare solo il pre e fare un finale a integrati .... |
Dato che da quel che credo di aver intuito il punto di forza della testata è il finale questa non sarebbe proprio la scelta ottimale, anzi...
D'altronde la verifica è facile da effettuare, se il suono preso dalla preamp out non è molto diverso da quello delle altre testate allora il plus sta nel finale, ed allora nulla vieta di replicarlo + o - uguale e sostituirlo allo stadio finale anche di altre testate più "leggerine", ovviamente cambiando anche il trasformatore di alimentazione. E' un lavoretto non proprio banale, magari un pò impegnativo anche meccanicamente (e poi ci vogliono anche i coni e la cassa uguali se si vuole proprio QUEL suono) però se proprio ci si tiene è fattibile, e dovrebbero anche esistere dei kit di montaggio (cloni di famossissimi ampli da casa fatti dai soliti cinesi) che potrebbero aiutare non poco nel realizzare se non proprio un clone spiccicato perlomeno un ampli con analoghe (se non superiori) caratteristiche di pilotaggio.
Archverb
Molto interessante
anche se il mio intuito di chitarrista, e nulla di più
mi dice che anche quel discorso che facevi sul ch2, che guardacaso come anche nel twin è quello usato al 95 % dei casi, ha la sua importanza
Archverb
Più la seconda che hai detto
però mi sa che anche il ch 2.....
Magari è un discorso all'75% il finale e al 25 il pre
Radioman
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Originally posted by tgambini
Ok, scusate ... cazzata |
Se ti stai riferendo al mio intervento sull'integrato non c'è nessun problema, anche io avrei proposto una cosa analoga (se non altro per semplificarsi la vita) se non fosse stato che dall'analisi dello schema del L5 sembra essere proprio il finale a componenti separati (e soprattutto sovradimensionati) il pezzo forte del tutto.
Ciò non toglie che magari una bella batteria di LM3886 in parallelo possa dare risultati simili se non migliori, chi può dirlo ?
Quindi la tua proposta resta certamente valida anche come alternativa per testate meno performanti, magari di progettazione antiquata, e che con un finale tipo LM3886 o simili potrebbero recuperare non pochi punti.
Archverb
Ciao
Da quello che ho capito per una verifica, occorrerebbe poter fare delle prove su un apparecchio o almeno una sua parte (pre), in corso d'opera.
Altrimenti credo che l'ideale sarebbe poter consentire a Radioman, se fosse disponibile, di fare un esame autoptico

su un vecchio lab anche mal ridotto.
Purtroppo anche gli esemplari sconquassati, che negli usa si trovano a meno di 300$ ,qui in italia sono una rarità, forse anche inesistenti; qualche fugace apparizione europea c'è stata, ma il costo di trasporto.......
Quindi l'unica sarebbe avviare una duplicazione a cominciare dal pre?
Radioman
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Originally posted by Archverb
Da quello che ho capito per una verifica, occorrerebbe poter fare delle prove su un apparecchio o almeno una sua parte (pre), in corso d'opera.
......
Quindi l'unica sarebbe avviare una duplicazione a cominciare dal pre? |
Se le cose sono così "complicate" allora cercherei di basarmi sull'esperienza di chi l'ha usato per capire quali fossero i punti di forza, ovvero se era il tal canale o il tal controllo tenuto aperto o chiuso o il tal effetto, e quanti e quali di queste prerogative si ritrovassero anche nella uscita pre pittosto che nella Speaker out, in modo da capire quale fosse lo stadio più caratterizzante.
Dallo schema il finale è sì bello robusto, ma circuitalmente non dissimile da altri finali a stato solido, mentre il pre ha alcune particolarità non riscontrabili spesso che potrebbero essere le responsabili del gradimento.
Insomma, non sperate che analizzando uno schema sulla carta possa immaginare come possa suonare e cosa vi piacesse, ma fate in modo di ricordare quali fossero gli stadi ed i settaggi e che vi hanno più impressionato, così da cominciare a puntare fin da subito gli occhi sui punti giusti. Logico, no ?