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Originally posted by tonyhouse
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ma allora teeto, sinceramente, quel 2% stona moltissimo con quello che il mercato (come al solito) ci "insegna"....
se si ha così tanta paura da fare passaggi inutili A/D D/A al segnale audio, se si ha la percezione che un convertitore rispetto ad un altro renda meglio sulle alte/medie frequenze siamo tutti extraterrestri???
riusciamo a sentire il 2% così chiaro e nitido da dire "cambia dal giorno alla notte" "è tutta un'altra cosa"????
soprattutto spendiamo 20x solo perchè costano 20x o MATEMATICAMENTE o SPERIMENTALMENTE cambia qualcosa a livello di BIT nell'usare il convertitore x (che costa 1) invece che y (che costa 20)????
bohh... |
Guarda ti rispondo in due parole, ma spero di non alimentare polemiche inutili.
Anzi, provo ad andare oltre, a fare un discorso più globale.
Fino a dieci-dodici anni fa non c'era differenza tra convertitore e convertitore.
Semplicemente ti "beccavi" il convertitore che c'era sulla macchina in questione e punto, così come per i preamplificatori ti beccavi quelli sul banco, e punto.
Gli studi migliori, poi, in un mercato professionale che tutto sommato funzionava, con introiti superiori VENTI VOLTE rispetto al momento attuale, piano piano, negli anni, si prendeva altre macchine che ci si faceva mandare, con molta più difficoltà rispetto ad adesso, dall'estero, o si acquistava presso pochi importatori professionali. Il tutto a caro prezzo, con difficoltà, e all'interno di un panorama in cui il lavoro da fare, vero, c'era, e l'offerta, rispetto ad oggi, era un ventesimo.
L'audio recording era un mestiere. Di nicchia ma un mestiere.
Poi è arrivato il "consumer". Internet. Ebay. L'homerecording e il digitale a basso costo, che è stato un bene e un male.
La possibilità per tutti di poter missare o registrare a un certo livello altro non ha fatto che di colpo ALLARGARE IN MANIERA STERMINATA un mercato che fino a pochi anni fa era rigorosamente professionale, con un diretto rapporto tra le (poche) macchine che posso comprare e le produzioni o registrazioni che mi consentono non solo di ammmortizzarle, ma anche di guadagnare dignitosamente... Ora è totalmente diverso e il 60-70% di chi prende determinate macchine non riuscirà mai più ad ammortizzarle oppure in ogni modo non ci camperà, perchè qui di tecnici che vivono bene solo di questo lavoro ce ne sono molto pochi.
Per fare capire la questione, qualche anno fa il digitale "grosso" (che non è l'ADAT di Alanis Morrissette), tipo Sony 3324 o 3348, costava 150 o 200.000 euro di allora.
E ti garantisco che la conversione A/D, inizialmente a 16 bit, era
dieci volte inferiore a qualsiasi scheda audio di fascia media, tipo RME, o MOTU di adesso. Eppure CLA, TLA e molti supertop per anni hanno missato cose registrate o riversate da nastro direttamente a mezzo di quei convertitori.
L'arrivo del digitale diffuso e un mercato "home"
potenzialmente venti o trenta o cento volte più vasto di quello realmente professionale altro non ha fatto che portare l'attenzione di molti produttori a tutti i nuovi "utenti".
Da qui la pubblicità diffusa dovunque e quantunque. Da qui le recensioni sulle riviste, da qui il pettegolezzo diffuso, poiché l'unica cosa che interessa a un'azienda è quello di avere il numero più alto possibile di acquirenti.
Ma non lo dico ideologicamente. Credo di essere realista. Io non sono contro le aziende: ognuno fa il proprio gioco e cerca di tirare l'acqua al proprio mulino...
Ovvio che a questo punto, in un mercato sempre più grande (e paradossalmente con produzion di qualità e vendite discografiche sempre più in calo), l'interesse commerciale è solo quello di convincerti che il convertitore vale 20 e la tecnica microfonica vale 1, il tutto in virtù di una presunta "qualità complessiva del suono" che a detta di molti addetti ai lavori va invece verso il basso e non verso l'alto, almeno qui...
E' ovvio che anche psicologicamente, anziché crearsi una formazione tecnica personale che costa migliaia di euro e qualche anno di esperienza, soprattutto per il tracking, ma anche per il mix, la cosa più facile da fare è guardarsi intorno e pensare che un convertitore da 5.000 Euro faccia suonare il tuo brano al 200%, e di colpo, con la bacchetta magica... pùf, super pro iuessei veri nais.
La realtà è diversa. Nessuno ha paura di fare diverse conversioni A/D o D/A... fosse quello il problema...
Molti hanno invece paura di ammettere che il loro prodotto potrebbe essere migliorato sostanzialmente con il manico e con l'acustica delle stanze di ripresa o di mix.
Se non esiste un produttore (e ce ne sono pochi), l'80% della qualità complessiva va direttamente alla tecnica di produzione.
Cosa stai facendo suonare o suoni.
Come e soprattutto perchè.
Poi scegli la tecnica di ripresa.
Poi scegli il luogo di ripresa.
Poi eventualmente scegli i microfoni. Poi i pre.
Poi i convertitori.
Poi il wordclock.
Poi, quando hai cento tracce da missare, perchè non hai scelto o non sai che vuoi, arriva un ragazzino inglese di sedici anni che te ne butta via quaranta e ti fa un culo così, a me compreso.
La differenza è che lui è inglese e non riesci a comunicare come vorresti, e quindi te ne stai zitto, visto che magari lo paghi pure caro.
A me spacchi le pa**e per due ore sulla cordiera del rullante che non serve a una ceppa in un pezzo schifoso e alla fine tiri pure sul prezzo...
Credo di avere detto quello che penso qulla questione dei convertitori.
Non credo di essere andato OT, ma credo sia stato necessario "espandere" un po' il contesto poiché altrimenti non vengo capito.
Ah beh, Prism, Lynx e Lavry sono assolutamente il supertop.

Teetoleevio