suonare live nei locali

stesgarbi
Cari amici,
non so se questa è la sezione giusta per questo tipo di argomento.
Mi piacerebbe avere con voi uno scambio di opinioni sulle difficoltà, a mio avviso sempre maggiori, che si incontrano reperire locali in cui suonare "live" .
Vivo e suono a Milano, e dopo un lungo periodo di inattività ho deciso di rimettermi in pista, entrando in una Toto tribute band (anche se con David Paich ho in comune solo . . . .il peso!).
Parlando con molti dei miei amici musicisti, scopro che essi suonano sempre meno nei locali, nonostante passino molte serate della settimana a girovagare di locale in locale, "demo" alla mano, elemosinando date.
Molti dicono che ormai i locali si stanno rivolgendo a musicisti che suonano da soli, o in duo (con le basi registrate Mad . . . .bestemmia Mad . . .anatema Mad ).
Io stesso, nel mio lavoro professionale, ho assistito legalmente due locali "live" nell'hinterland milanese costretti a chiudere per cattivo andamento degli affari.
Molti dicono anche che condizione indispensabile per iniziare è avere un cantante (meglio "una" . . . che faccia presenza Roll Eyes Roll Eyes ).
Fatto sta che, a quanto sento, le prospettive di esibirsi da vivo in gruppo si stanno facendo sempre più ristrette.
Mi chiedo come sia la situazione nelle altre città?
Quali sono i problemi che incontrate (se ve ne sono) nel cercare situazioni "live"?
Cool
mess
a cremona va anche peggio: meno locali, meno serate. qui non esiste, o quasi, il fenomeno del pianobar, ma i grossi locali accettano SOLO gruppi che fanno cover commerciali (solita scaletta, da ligabue a ti raserò l'aiuola, passando per i blink 182 o britney) mentre i piccoli locali che fanno suonare sono pochissimi, senza soldi e senza impianto (suonano giusto i trio jazz o acustici... infatti noi stiamo preparando un eventuale live acustico)
Tommy
Ueh,
io vivo a Treviglio nella Bergamasca... Qui una volta c'era un locale storico che ora purtroppo ha lasciato il posto ad una griglieria (dove cmq si mangia davvero bene Smile ) dove più volte alla settimana gruppi di ogni genere e dimensione (dai più scarsi a quelli davvero bravi, pur non famosi) si esibivano live...
La Domenica si poteva assistere alle selezioni per il mese a venire e decidere in anticipo quale gruppo andare a sentire e quale evitare...

Ora che ha chiuso i battenti, i locali dove suonare qua in giro non sono molti (a parte quelli che richiedono covers commerciali)...

I più vicini sono Il MAGIC WORLD di Zanica (dove suoneremo il 9 ed il 23 gennaio) ed il BUFFALO BILL a Trecella (dove suoneremo il 6 febbraio)...

A Zanica OGNI VENERDI' C'E' MUSICA DAL VIVO ed è molto democratico : dal metal al pop...

Per il resto di tanto in tanto (ma non è un appuntamento fisso) c'è qualche pub della zona che organizza qualche serata ma perlopiù o sono gruppi commerciali o relativamente famosi (PUNTOGBlu in primis)...

An Sa Vet
stesgarbi
Cari amici,
i primi posts, purtroppo, non sono incoraggianti e confermano i miei timori circa al diminuzione delle possibilità di suonare "live".
Mi sembra che per noi Musicisti (o semplici "aspiranti" come il sottoscritto) è sempre più dura trovare posti in cui esprimere davanti ad un pubblico la nostra anima musicale.
Ad ogni modo, spero che altri amici del forum ci raccontino le loro esperienze, magari infondendo un po' di ottimismo Smile
Group

Cool
SQUID
...qui a cagliari, ci sono un bel pò di locali, e posso dire che non ci si può lamentare neanche per quanto riguarda i generi, dato che si sente un pò di tutto....(anche se comunque moltissimi gruppi sono improntati sul metal e simili).....i locali dove si suona live anche qui son sempre meno ma ancora ci si salva....nonostante a volte i gestori facciano delle politiche del ca**o.......anzi....praticemente sempre....ci sono anche due locali che ti mettono a disposizione tutti li strumenti (batteria, p.a., ampli, microfoni....) e in quei casi funziona bene.....poi vabbè non posso dire molto dato che non sono molto aggiornato su tutta la situazione live...e poi in estato da noi ci sono i chioschetti nella spiaggia e circa una decina fanno musica live ogni sera e devo dire che si sono organizzati bene......per quanto riguarda il gruppo dove suono, son ca**i amari......dato che siamo in 11, e trovare un locale con uno spazio apposta per noi, è veramente un'impresa.....e comunque non ci possiamo lamentare, dato che siamo abbastanza conosciuti data la marea di gente che viene a scatenarsi e ad ascoltarci, quindi non abbiamo il problema di "elemosinare" le serate, e neanche di discutere per il cachet.......adesso dovremo iniziare a uscire fuori dalla sardegna e farci un bel giro in tutta italia per promuovere il nuovo album, però se cominciate a dirmi che da voi la situazione non è molto rosea.... Incaz Incaz .......mah!....speriamo che ci vada tutto bene....naturalmente voi verrete ai nostri concerti.....vero?..... Big Grin Tongue
Pluma
Io, condivido e non sto a ripetere tutto quello che ha scritto Squid (anche io vivo a Cagliari), e con il mio gruppo sentiamo l'esigenza di uscire dall'isola appena ci saranno le condizioni.

Però, pensavo che Milano fosse il paradiso dei musicisti e dei gruppi emergenti, insomma una città dalle 1000 risorse.....ma a quanto pare cosi' non è.
stesgarbi
Eeh . . .QUESTA MILANO DA BERE ! . . . . . mi sa che alla fine si sta bevendo il cervello a furia di pensare solo ai soldi (business).
I locali ci sono (e sono molti) ma si stanno sempre di meno rivolgendo ai gruppi "live" (soprattutto quelli numerosi) .
Al gestore medio milanese non frega niente della qualità della musica (so peraltro, da amici, che nel cagliaritano c'è un movimento musicale niente male) basta che il locale si riempia.
Così, molti fanno suonare "ensembles" di due musicisti, che vanno in "acustico" o con mini-disk.
Oppure chiamano il Dj di turno, che da solo e con molta meno spesa (e spazio) fa ballare la gente.
A quest'ultimo riguardo, è sempre maggiore la tendenza dei locali a destinare le serate di venerdì sabato e domenica alla musica "che va adesso": si tratti di Ligabue, o Ramazzotti, tutto fa brodo purchè la gente "riempia & consumi".
Per la musica cd. "d'ascolto" (quella che non fa ballare) oramai la regola è il giorno infrasettimanale.
C'è anche molto "metal" (con alcuni gruppi davvero bravi), ma questo probabilmente è dovuto al fatto che questo genere è supportato da un buon numero di giovani, che hanno molto tempo a disposizione per girare i locali di sera (a differenza dei quarantenni come me, sposato e con una figlia di undici anni che considera la mia musica come io consideravo quella ascoltata dai miei nonni Big Grin ).
In effetti, a mio parere, molti di noi "vegliardi" scontano un gap generazionale, ma ciò non toglie che il malumore si avverta anche tra i "giovani".
Siamo spesso portati a considerare che le nuove generazioni non capiscano nulla di musica.
Non è del tutto vero.
Molti ragazzi che suonano, inclusi i metallari, da me conosciuti estemporaneamente nelle sale prove, si sono rivelati sorprendentemente preparati anche sul vecchio buon rock ed altri generi musicali, che conoscono ed apprezzano per un fatto di "cultura", pur non considerandoli come un riferimento per il genere da suonare .
In molti di questi ragazzi ho visto una voglia di ricercare, di sperimentare e soprattutto di creare che, onestamente, non sospettavo.
Eppure anche loro, in questo, si scontrano con le ovvie difficoltà dettate dal "mercato".
Viceversa, in molti miei amici "coetanei" ho riscontrato un "impigrimento" e nello stesso tempo una strana frenesia (ma io direi "paranoia") di finalizzare qualunque iniziativa musicale solo ed esclusivamente all'uscita nei locali, in tempi rapidissimi.
Per fare un esempio, recentemente è fallito miseramente un tentativo di costituire un gruppo musicale con amici di vecchia data, proprio a causa di questa paranoia.
Alle mie osservazioni, mi sentivo rispondere con frasi del tipo: le prove? che le facciamo a fare? . . .rompono i "callonis" e basta. Si fa la lista dei pezzi e ciascuno se li prepara a casa. Quando ci sarà la serata, ci si troverà prima, una o due volte in saletta, per assemblare il tutto.
Oppure:
che andiamo in saletta a fare, se non c'è il cantante? Se manca il cantante il gruppo "non tira" e quindi è inutile anche solo partire.
Od ancora:
"la cantante donna, se ha "presenza" (tradotto: se è . . . Tongue ) anche se non è bravissima è meglio di un cantante maschio, perchè attira di più la gente (. . . squallido Mad )
Di fare musica propria, ovviamente, non se ne parla nemmeno (". . . i locali non ci fanno suonare". " . . . ci vuole troppo tempo ad assemblarli".) ma poi, contraddizione in termini, i "vecchietti" non sanno sfuggire alla tentazione di proporre cover "impegnate" su generi che comunque rischiano di essere poco cg.ti dai gestori dei locali (e qui ti tirano fuori discorsi della serie ". . .dobbiamo trovare situazioni di nicchia . . . rolling ) .
In sostanza, sti' vecchietti (come me) sono malati della "sindrome da stage": o si va subito nei locali o non si parte neppure.
La giustificazione è sempre la stessa: ". . .sai, ho la famiglia, il lavoro, non ho più molto tempo come una volta, e così via.
I "capri espiatori" classici, poi, sono le povere mogli (". . . sai, mia moglie . . .uscire la sera . . .) le quali, ben lungi dal "vietare" qualcosa ai mariti, magari sarebbero anche contente di condividere la soddisfazione di un compagno che suona (e che le fa uscire un po' di più la sera Big Grin ).
Personalmente, ho sempre pensato che fare un gruppo musicale è innanzitutto una meravigliosa esperienza umana: l'incontro di persone che comunicano fra loro, e con gli altri, attraverso il linguaggio delle note e dei ritmi.
Spariscono tutte le differenze (sociali, culturali, religiose, di sesso e chi più ne ha più ne metta) ma conta solo quello che ciascuno fa sul proprio strumento.
A mio parere, il gruppo dovrebbe essere innanzitutto vissuto come un'occasione per fare musica insieme, anche in una cantina, anche se poi, ovviamente, è bellissimo trasferire questa esperienza sui palchi (al riguardo: meglio trenta persone coinvolte che 300 che non ti cg.no!).
Il discorso di preparare il tutto a casa, per poi "assemblarlo" in due prove, può andare bene per una jam session estemporanea, ma riferito ad un progetto musicale stabile mi pare tanto una "fabbrica di transistor giapponesi" .
Capisco anche che alla nostra "veneranda" età il tempo sia quello che sia.
E tuttavia, considerando che molti miei coetanei, anche musicisti, spendono molto del loro tempo libero in svariati hobbies (la pesca, le partite di calcio ecc.) non capisco il perche di questa "ostilità" al dedicare tempo per suonare (nonostante i pubblici proclami di "amore" per la musica Confused rolling )
Fare un gruppo musicale di qualsiasi genere, secondo me, richiede comunque un impegno serio, anche in termini di tempo (da dedicare anche alla reciproca conoscenza).
In sostanza, il gruppo dovrebbe essere, più che una fabbrica di "assemblaggio brani", anche un'occasione per essere amici.
Cool
Lucky Angus
Ciao "stesgarbi"


... anche nel gruppo in cui suono io LA cantante è UNA cantante (donna) ... non l'abbiamo scelta tra una folta lista di cantanti maschi/femmine ... ma è MOOOLTO brava (abbiamo preso due piccioni con una fava) ! Big Grin


Noi facciamo cover dai '60 in su (dai Beatles, passando a Clapton, Hendrix, Aerosmith, AC/DC ... insomma un pò di tutto) e ti posso assicurare che se ti sbatti un minimo puoi SICURAMENTE trovare locali in giro.


Da scartare ASSOLUTAMENTE la zona dei Navigli ... locali troppo piccoli (tranne i soliti due o tre come "Le scimmie" e il "Grilloparlante") ed effettivamente cercano l'omino con la chitarra e la base midi (come dicevi tu)


Ti posso consigliare tra tutti la "Blues House" di via S. Uguzzone ... il mercoledì sera fanno suonare due gruppi per un'ora circa e fanno votare il pubblico: il più meritevole (o tutti e due come è capitato a noi) ha la possibilità di suonare il venerdì o sabato sera


Non ti buttare giù ... dai che si trova qualcosa ! pepsi
AlessioBlve
bene, siamo fratelli di peso, ma per fortuna sono della classe 1965 .. altrimenti mi sentivo "vecchietto" anche io Wink
a Bologna la situazione è drammatica, ho fatto tanti anni di piano bar proponendo un repertorio italiano ma qualificato riarrangiato in stile jazz o blues da diversi anni pero' la cosa non'è gradita per due ordini di motivi, in primis a Bologna, i pochi locali rimasti che fanno musica dal vivo (es Wolf) prediligono musicisti giovani e di presenza che portano un indotto di clienti che consumano e sunano generi commerciali o le classiche cover, in secondo luogo il mercato della musica dal vivo si è spostato dai locali in centro agli agriturismi o pub di periferia che alla qualità preferiscono il costo contenuto del servizio o la formula "tu suoni e non paghi le consumazioni" molto gradita dai giovanissimi che pur di esibirsi accettano questo compromesso ... esistono spazi nelle varie feste della birra o serate parrochiali ma nel primo caso si và dall'HardRock al metal e nei secondi a scalette soft rigidamente controllate
dal parroco a scanso di imbarazzi tra gli ascoltatori ... esiste anche la possibilità di proporre pezzi nelle discoteche che offrono il servizio catering prima dell'inizio della "pista" ma la presenza è fondamentale ...
Penso spesso a quanto tempo impiego a preparare le basi,
per dare un servizio qualitativo (rigorosamente su CD registrate con buone attrezzature a differenza dei suoni di expander alla brutto boia che si trovano in giro) e alla valanga di attrezzature che mi carico (circa 140 /180 Kg) e mi dico ... ne vale la pena ???
in ultimo penso ai colleghi musicisti sopratutto over 30, difficili da reperire inquanto sposati con prole che non riescono a rispettare un calendario di date, che non hanno una pratica sufficiente sullo strumento, che finalizzano le serate al businnes e non alla voglia di suonare insieme, che, insomma non si sbattono ... nei tempi d'oro (faccio un genere cantautoriale rivisitato) avevo un bassista e un fisarmonicista oggi bassisti, batteristi e fisarmonicisti sono in ia di estinzione o troppo impegnati ...
rimangono, per proporre le propie cose, gli spazi dei concorsi, ma spesso, in questi ultimi anni, dopo la prima selezione viene richiesto di partecipare ai dei corsi a pagamento ... che tristezza
Alessio
Bigsasà
Cool Beh..non è che a roma la situazione sia tanto meglio Mad Insieme al mio gruppo(faccio parte di una compagnia "teatrale" che però suona spesso nei locali che lo permetono visto che siamo almeno 20 in versione ridotta) 9 volte su dieci il locale non ti paga il pattuito (300 400 euro per 20 persone che ti fanno jesus christ suonato,cantato in costume,in alcuni casi scenografato)perchè "il pubblico non ha consumato abbastanza" Scared oppure"non c'era molta gente"quando almeno 100 persone le portiamo noi....La cosa fa abbastanza schifo Incaz ...oltretutto,visto che a noi non ci regalano neanche le consumazioni,spesso paghiamo più di conto birra noi che il propietario....senza contare che quando invece suono acustico in duo e magari stai facendo qualcosina di impegnato per 50 euro ti interrompono per chiederti di abbassare il volume oppure se conosci "quella triste di baglioni" Scared
P.S. Perchè il "tanti auguri a te" della tavolata durante il pezzo finale non vi è capitato mai ?acc
Che dire...suoniamoci sopra
stesgarbi
Ragazzi, mamma mia. . .che tristezza!!
Ci fanno tante storie per poter suonare in uno straccio di locale.
Ma noi non ci arrendiamo!!
Siamo sempre lì, imperturbabili ed irriducibili, a girare come trottole per i locali con le nostre "demo", cercando di far entrare qualche concetto musicale nei crani vuoti dei gestori.
No, noi non ci arrendiamo!!
Sappiamo anche che i gestori (quasi tutti) sono dei taccagnoni da far paura e considerano la nostra musica come un rumore, da convertire in "scampanellio di cassa".
Ma noi non ci arrendiamo!!
La musica, per chi la "sente" come noi, è una sorta di "innamorata-padrona" .
C'è un rapporto di amore, ma anche di "dolce schiavitù".
Della musica non ne possiamo fare a meno . . . non potremmo vivere senza .
Guai ad arrendersi!!
Se da novantenni ci trovassimo a vivere al polo sud, cercheremmo lo stesso di formare una "band" (magari con un paio di foche come "coriste") e suoneremmo live per i pinguini.
Ma non ci saremmo ancora arresi!! Cool
Bigsasà
Wink ...col rack...sul pack....fantastico applauso applauso facciamolo al più presto....anche perchè co' 'sti chiari de luna chi arriva a novant'anni? Group Group Group Cool
stesgarbi
quote:
bene, siamo fratelli di peso


Quando mi capita di vedere gruppi che suonano, noto spesso che il tastierista è un pò . . . .come dire . . ."debordante" .
Io stesso, come già detto in altri thread, assomiglio per stazza a David Paich.
Sarà mica perchè noi tastieristi stiamo sempre seduti?
sbonk sbonk sbonk

Cool
stesgarbi
OK . . . CI STO !!!

Formiamo subito una bella band "polare".
Potremmo chiamarla " TheTenda Rossa Band" .
applauso applauso applauso
Cool
Bigsasà
Wink Perchè secondo te i..."W la foca e che DIO la benedoca"??
applauso applauso applauso applauso
BjHorn
Situazione Sud: stazionaria.
E' bene sapere che in campania c'è una forte tradizione "live".
I locali che preferiscono gruppi (anche numerosi) live invece che i soliti benzinai midi-dipendenti-che-sanno-come-infilare-un-floppy stanno crescendo di numero e qualità.

Peccato che sia comunque un mercato ristretto a musicisti "davvero" in gamba, il pubblico è sempre esigente e molto spesso intenditore, quindi c'è un pò di selezione. Poi quì va di moda Fusion e Jazz, difficilmente si sentono cover o musica commerciale.

Nel mio piccolo ho tentato con il mio gruppo di differenziare l'offerta, e infatti i frutti si vedono.
Il gruppo si chiama Sky Face (che suona un pò...anzi MOLTO... schifess....) e facciamo un tipo di musica che come obiettivo ha quello di stupire e divertire il pubblico.
Passiamo da un genere all'altro senza soluzione di continuità, da Astor Piazzolla a Cochi & Renato, da Jannacci a Jeeg robot d'acciaio, da Conte ai Blues Brothers, molto spesso "impastati" insieme, cosa che sembra piacere molto al pubblico, il quale NON si aspetta una certa cosa in un certo momento... per esempio: Vengo anch'io di Jannacci, sulla coda del pezzo, facciamo una scaletta per finire...ma in realtà INIZIAMO con un brevissimo medley dei Pink Floid con Money (da cui la scaletta) e Another brick in the wall, giusto qualche battuta, per poi concludere il pezzo.
Inutile aggiungere che la gente sulle sedie sembra sobbalzare dall'improvviso cambiamento di umore...

Poi il nostro cantante è davvero uno che sa tenere il palco, accompagnato dal fratello si prodigano in battute a non finire coinvolgendo il pubblico in gags divertenti e imitazioni.

Non capita spesso che dopo il concerto la gente si affanni per salire sul palco e fare i complimenti... per noi è la norma! Wink
Bigsasà
Cool Che bbbello!!!E' una fortuna non da poco avere la possibilità di fare qualcosa di divertente per voi ,per il pubblico e farsi pure pagare(io lo farei pure gratis)con ilfinale in ovazione,poi, è proprio un sogno...
Un pizzico di benevolissima Love u invidia Love u
P.S. Agropoli è bellissima!!Secoli fa facevo animazione al D&D
AlessioBlve
quote:
Postato da stesgarbi
quote:
bene, siamo fratelli di peso


Quando mi capita di vedere gruppi che suonano, noto spesso che il tastierista è un pò . . . .come dire . . ."debordante" .
Io stesso, come già detto in altri thread, assomiglio per stazza a David Paich.
Sarà mica perchè noi tastieristi stiamo sempre seduti?
sbonk sbonk sbonk

heheheh io sono un chitarrista, bassista, cantante ma, OPERO SEDUTO hehehehe megalol
Alessio

Cool
BjHorn
quote:
Postato da Bigsasà
Cool Che bbbello!!!E' una fortuna non da poco avere la possibilità di fare qualcosa di divertente per voi ,per il pubblico e farsi pure pagare(io lo farei pure gratis)con ilfinale in ovazione,poi, è proprio un sogno...
Un pizzico di benevolissima Love u invidia Love u
P.S. Agropoli è bellissima!!Secoli fa facevo animazione al D&D


Si è caruccia...
L'amministrazione si è data da fare per abbellirla ulteriormente producendo piazze e zone pedonali, a discapito però del traffico...vabbè...

Mi/ci avevano proposto qualcosa a roma e dintorni, se ci spostiamo ti farò sapere, così accoglierò personalmente anche la tua OVESCION Big Grin

Comunque hai detto una cosa vera, che avevo dimenticato di elencare... il proprio divertimento.
Proprio qualche sera fa il cantante (al secolo Antonio) mi chiese quali fossero le caratteristiche di un pezzo per poterlo eseguire in pubblico:
1) Fattibilità (non siamo dei gran strumentisti...)
2) Divertimento NOSTRO
3) Divertimento del pubblico
4) Attinenza con il resto del repertorio (ironia full-mode).

Mi sono accorto che se, sul palco, a noi "musicisti" scappa da ridere per una battuta o una gag (o semplicemente perchè SBAGLIAMO alla grande un pezzo) la gente ti segue volentieri, più ti diverti tu... più si divertono loro, basta essere se stessi Smile
Bigsasà
applauso applauso
Aspettovi trepidante applauso metallica birra